Nuova forma del Morbo di Parkinson

di Vito Verna Commenta

I ricercatori italiani della Clinica Neurologica e Malattie Neurometaboliche del Policlinico Santa Maria alle Scotte della Azienda Ospedaliera Universitaria Senese avrebbe individuato, grazie alla collaborazione degli scienziati della prestigiosa Università Erasmus di Rotterdam, una nuova variante del Morbo di Parkinson.

I ricercatori italiani della Clinica Neurologica e Malattie Neurometaboliche del Policlinico Santa Maria alle Scotte della Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, complesso ospedaliero di rilievo nazionale e di alta specializzazione facente riferimento alla Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Siena, avrebbe individuato, grazie alla collaborazione degli scienziati della prestigiosa Università Erasmus di Rotterdam, una nuova variante del Morbo di Parkinson.

DIGIUNARE PER PROTEGGERE IL CERVELLO

Questa nuova forma della patologia, isolata dal team di ricerca europeo solamente in una manciata di soggetti, si verificherebbe nel caso in cui, conseguentemente ad una severa compromissione di alcune particolarissime proteine, comincino ad aumentare, pressoché incontrollabilmente, i livelli del manganese naturalmente presente nel sistema cardiocircolatorio.

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Nonostante, infatti, il manganese sia naturalmente presente in qualsiasi organismo vivente, svolgendo un’importante, per non dire fondamentale, funzione oligonutriente, in dosi eccessive potrebbe divenire pericoloso se non addirittura tossico o mortale.

COS’E’ LA DEMENZA

Purtroppo, nonostante la malattia sia stata già individuata e nonostante i soggetti affetti da questa particolare variante del Morbo di Parkinson siano già stati curati grazie ad una terapia farmacologica in grado di eliminare, temporaneamente, il manganese in eccesso, ancora non sarebbe stata indicata la causa, o più probabilmente le cause, del malfunzionamento delle proteine coinvolte nel controllo del manganese, non potendosi spiegare con la semplice presenza di patologie neurodegenerative, ne una cura efficacie quanto definitiva.

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