Le creme antirughe contrastano il Parkinson

di Alessandro Bombardieri Commenta

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Secondo un recente studio realizzato dagli scienziati dell’Università della California a San Francisco (UCSF), un principio attivo chiamato “chinetina”, contenuto in una normale crema antirughe, potrebbe combattere il Parkinson.


Tramite un comunicato ufficiale l’Howard Hughes Medical Institute ha diffuso i risultati degli effetti della chinetina rilevati per mezzo di test biochimici e cellulari che hanno dato risultati positivi. Il professor Kevan Shokat e colleghi, dopo i primi mesi di studio, ora stanno testando su modello animale gli effetti del principio attivo.

Come spiegato nel comunicato HHMI dal dott. Kevan Shokat, la Chinetina è una grande molecola da seguire, perché è già venduta in farmacia come una moderna crema antirughe, quindi è un farmaco già conosciuto e sicuro. Lo studio si è concentrato sugli effetti della chinetina sul danno ai mitocondri causato dalle conseguenze della mutazione in PINK1 e l’azione di un’altra proteina chiamata Parkin; nell’esordio precoce della malattia è coinvolta una mutazione a carico di una proteina chiamata PINK1, che è anche associata alla forma ereditaria del morbo di Parkinson.

L’obiettivo dei ricercatori era quello di stimolare o aumentare l’attività di PINK1, per evitare l’eccessiva morte cellulare nei soggetti con malattia di Parkinson ereditaria, però innescare l’attività di un enzima mutageno è più difficile rispetto a bloccare una semplice iperattività. Shokat e colleghi sono riusciti a scoprire che una forma di chinetina utilizzata nei test (la chinetina trifosfato o KTP) ha innescato l’attività di PINK1 sia nella forma normale che in quella alterata. Come dichiarato da Shokat, il farmaco fa qualcosa che si pensava fosse impossibile.

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