Fumo causa danni cardiocircolatori al feto

di Vito Verna Commenta

Alcuni ricercatori avrebbero dimostrato, inconfutabilmente, la correlazione tra fumo in gravidanza e problemi cardiovascolari del bambino.

Secondo una recente ricerca, che noi abbiamo immediatamente riportato sulle colonne di Stetoscopio, sarebbero in forte crescita i tumori al polmone nelle donne che, sempre più, sempre più frequentemente e sempre più spesso cominciano a fumare.

TUMORE AL POLMONE COLPISCE SEMPRE PIÙ DONNE

Eppure il fumo, nonostante poche ne siano veramente informate, causa gravissimi danni non soltanto a carico dell’organismo del fumatore bensì a quello delle persone circostanti o dei futuri nascituri.

Nonostante i danni del fumo a carico del feto e del neonato siano stati più e più volte dimostrati, non si contano più, fortunatamente per la comunità civile e sociale, le nuove ricerche volte a dimostrare l’innegabile correlazione tra fumo e problemi di varia natura che inducano il fumatore a smettere al più presto ed al giovane curioso di non cominciare.

FIORI DI BACH PER SMETTERE DI FUMARE

L’ultima in ordine cronologico, tra le più importanti degli ultimi tempi, avrebbe inconfutabilmente dimostrato come il bambino, nato da madre e padre fumatore, possa manifestare, entro i 5 anni di vita, gravissimi problemi cardiocircolatori rilevabili, in particolare, nel maggior spessore della carotide ed in una minore distensibilità arteriosa.

Ispessimento e perdita di elasticità a carico delle più importanti arterie del corpo umano, dunque, sarebbero alcuni tra i più gravi problemi cardiocircolatori causati nel bambino dai genitori fumatori, problemi che, sebbene su questo punto andrebbero effettuati ulteriori specifichi approfondimenti, potrebbero manifestare tutta la propria gravità nel corso della vita adulta del soggetto.

GRAVIDANZA E SOSTANZE TOSSICHE

I test in questione, condotti dall’University Medical Center di Utrecht, in Olanda, sarebbero consistiti in una semplice ecografia carotidea, effettuate ad 1 mese ed a 5 anni di vita del soggetto, ed avrebbe rilevato le patologia di cui sopra solamente nei pazienti esposti al fumo durante la gravidanza, non invalidando, dunque, la pericolosità del fumo passivo bensì confermando, se ancora ci fossero dubbi, che i danni a lungo termine di un’eccessiva prematura esposizione al fumo potrebbero rivelarsi fatali nonché bisognosi di ulteriori ricerche in merito.

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