Fonte dell’invecchiamento scoperta nell’ipotalamo

di Alessandro Bombardieri Commenta

cervello

I ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University (New York) in uno studio condotto sui topi e pubblicato su Nature, hanno scoperto che la fonte dell’invecchiamento è nascosta nell’ipotalamo, una parte del cervello conosciuta per il ruolo fondamentale esercitato nella crescita, nello sviluppo, nella riproduzione e nel metabolismo.


Come spiegato da Dongsheng Cai, responsabile della ricerca, la cosa incredibile di questa scoperta è che è possibile alterare i segnali all’interno dell’ipotalamo per rallentare il processo di invecchiamento e aumentare la longevità, per lo meno nei topi.

Durante lo studio gli esperti hanno osservato che nel corso dell’invecchiamento dei tessuti si sviluppano fenomeni infiammatori e che uno dei principali regolatori di questa infiammazione è la proteina NF-kB. Gli studiosi sono dunque riusciti a dimostrare che l’attivazione di questa proteina nell’ipotalamo dei topi accelera in maniera decisa i processi di invecchiamento, andando a ridurre la forza muscolare, lo spessore dell’epidermide e le capacità cognitive. Al contrario, bloccare la proteina NF-kB rallenta il processo di invecchiamento, allungando la vita del 20% circa.

FUMO INVECCHIA IL CERVELLO

Oltre a questo, i ricercatori hanno scoperto che l’attivazione di NF-kB nell’ipotalamo riduce i livelli dell’ormone GnRH, il quale è molto importante per la riproduzione. L’iniezione dell’ormone GnRH nell’ipotalamo di topi anziani li protegge dalla difficoltà di produrre neuroni, classica dell’invecchiamento, oltre che dal declino cognitivo correlato.

Si tratta sicuramente di una scoperta scientifica molto importante, ma prima di trarre conclusioni saranno necessari molti altri studi. Bisogna infatti sottolineare che questo studio è stato finora portato avanti solo su modello animale.

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