Come affrontare il rientro a scuola

di Vito Verna Commenta

Moltissimi di questi, all'incirca 100.000 secondo gli esperti, potrebbero trovarsi completamente spaesati e la novità, che per alcuni potrebbe risultare oltre modo gradita, potrebbe risultate fin troppo sorprendente e scioccante.

Come affrontare il rientro a scuola

Quasi 500.000 bambini italiani di età compresa tra i 2 anni e mezzo ed i 3 anni e mezzo starebbero per affrontare, per la prima volta nella propria vita, il proprio primo, fondamentale, incontro con la scuola.

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Moltissimi di questi, all’incirca 100.000 secondo gli esperti, potrebbero trovarsi completamente spaesati e la novità, che per alcuni potrebbe risultare oltre modo gradita, potrebbe risultate fin troppo sorprendente e scioccante.

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Allo stesso modo il rientro, per i bambini poco più grandi così come per alcuni adolescenti, potrebbe rappresentare un momento di vera e propria crisi che, insegnanti e genitori, dovrebbero saper affrontare nel migliore dei modi.

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Ecco, dunque, i 10 consigli degli esperti per vivere il primo giorno di scuola nel migliore dei modi.

COME AFFRONTARE IL RIENTRO A SCUOLA

1 – Prove di evacuazione. Sin dai primissimi giorni di scuola gli alunni, soprattutto quelli più piccoli, dovrebbe affrontare ripetute prove di evacuazione. Impareranno in questo modo a gestire le eventuali emergenze senza alcun tipo di stress nonché, soprattutto, la disciplina, l’autocontrollo e lo svolgimento, ordinato, di talune particolari azioni

2 – Libertà di usare la mano sinistra. I bambini mancini dovranno sin dai primi giorni venir incoraggiati a seguire i propri stimoli ed i propri istinti e, di conseguenza, ad usare la mano dominante piuttosto che copiare e ricopiare, fedelmente, i gesti e le movenze di insegnanti e compagni destrimani

3 – Rispetto degli orari di apprendimento dei bambini. I bambini, ormai è appurato, non apprendono allo stesso modo durante l’intera giornata. Bisognerebbe ricordarsi, dunque, di insegnare ai bambini solamente tre le ore 11:00 e le ore 13:00 (ovverosia quando la mente degli alunni è più fresca, elastica e reattiva) e di assegnare i compiti a casa con la consapevolezza che la memoria a lungo termine, utile per fissare le nozioni apprese durante la giornata così come durante lo svolgimento dei più differenti esercizi, si attiverebbe solamente tra le ore 15:00 e le ore 17:00

4 – Pausa di metà mattina. Il cosiddetto intervallo dovrebbe svolgersi tra le ore 10:40 e le ore 11:00. 20 minuti durante i quali, a detta degli esperti, i bambini dovrebbero consumare uno spuntino portato da casa così da mantenere, il più a lungo possibile, il legame e la continuità con la propria famiglia

5 – Studio della realtà, del territorio e della storia locale. Non dovrebbe mai mancare, durante le ore di lezioni, l’insegnamento della storia e della cultura locale che, oltre a poter maggiormente stimolare la curiosità del bambino rispetto alla storia ed alla cultura nazionale, rappresenterebbero un imprescindibile e fondamentale legame con le proprie origini

6 – Studio della musica. Allo stesso modo lo studio della musica, specie se della musica leggera italiana e delle musica ormai entrata nell’immaginario collettivo, potrebbe stimolare la curiosità del piccolo nonché aiutarlo a sviluppare il senso della storia e delle radici nazionali e collettive

7 – Scuola di cucina. L’alimento vissuto, condiviso ed elaborato diventa qualcosa di profondamente conosciuto ed apprezzato e non più un qualcosa sul quale scaricare voracità e frustrazione. In questo modo non solo si contrasterebbe l’obesità bensì anche, e soprattutto, si trasmetterebbe ai bambini l’importanza e la validità delle tradizioni culinarie differenti da quelle della regione geografica di appartenenza

8 – Possibilità di fare la doccia dopo le lezioni di educazione fisica. E’ infatti sbagliato consentire agli alunni di tornare direttamente in classe dopo aver sudato e faticato nel corso della lezione di attività motoria

9 – Autorevolezza dell’insegnante. L’insegnante, oggi più che mai, dovrebbe cercare di essere una figura autorevole, un adulto significativo che, a tutti i propri alunni, non trasmetta solamente mere nozioni bensì anche, e sopratutto, disciplina ed affetto allo scopo di formare soggetti adeguatamente indipendenti ed autonomi

10 – Studio della psicologia sessuale. Le lezioni di educazione sessuale dovrebbero venir accompagnate da lezioni di psicologia sessuale che insegnino a tutti gli alunni i primi rudimenti di psicologia prettamente maschile e prettamente femminile

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