Botox per contrastare morbo di Parkinson e dolori cronici?

di Alessandro Bombardieri Commenta

Il botox potrebbe essere utilizzato contro il morbo di Parkinson, ma non solo. Secondo le più recenti ricerche la tossina botulinica usata soprattutto in interventi estetici, potrebbe essere usata anche per curare diversi disturbi debilitanti quali emicrania cronica, paralisi cerebrale e addirittura morbo di Parkinson.


Secondo quanto affermato dallo scienziato Enrico Ferrari il botox potrebbe presto trasformarsi in un potente farmaco. Ferrari ha dichiarato che tanti antidolorifici alleviano il dolore temporaneamente e hanno vari effetti collaterali, invece il punto di forza di questa molecola è che il sollievo dal dolore può durare fino a sette mesi, proprio come gli effetti del botox possono durare diversi mesi. Trasformare il botox in un medicinale avrebbe molti usi e potrebbe migliorare notevolmente la vita delle persone che soffrono di dolori cronici.

MORBO DI PARKINSON

In precedenza, in uno studio coordinato dal professor Bazbek Davletov, il dottor Ferrari e colleghi avevano progettato un nuovo modo di unire e ricostruire gli elementi della neurotossina botulinica Clostridium così da eliminare gli effetti tossici indesiderati. Ad oggi infatti bastano 150 nanogrammi di questa sostanza per uccidere una persona. Secondo quanto dichiarato dal medico la tossina ricreata in laboratorio ha caratteristiche molto simili e può ancora bloccare il rilascio della neurotrasmissione, però l’effetto di paralisi è stato ridotto grazie alla scoperta di un metodo per impedire alla tossina di raggiungere i muscoli.

Se questa ricerca darà i frutti sperati in futuro il botox non sarà più usato solamente per far sparire le rughe ed i segni dell’invecchiamento ma anche per curare condizioni come emicrania cronica, paralisi cerebrale e morbo di Parkinson.

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