Aprile, mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

di Fabiana Commenta

Al via la campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione. Iniziative in piazze e ospedali italiani

Aprile è il mese interamente dedicato alla prevenzione dell’ictus cerebrale. Anche quest’anno la Campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dell’ictus cerebrale intende instaurare un dialogo con le persone per far capire che la prevenzione resta anche in questo caso la cura migliore.

L’ictus infatti colpisce sempre più spesso anche persone giovani e nonostante nel corso degli ultimi anni la riabilitazione per le persone colpite da ictus offre risultati migliori rispetto al passato, è anche vero che molto spesso le conseguenze sono invalidanti.

Conoscere dunque per prevenire e per evitare.

Quest’anno oltre 70 Associazioni, che fanno riferimento alla Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) saranno impegnate in diverse piazze e ospedali italiani con una serie di iniziative legate alla prevenzione, alla sensibilizzazione e all’informazione sull’ictus.

 

Secondo gli ultimi dati sono circa 200mila le persone colpite da ictus ogni anno, ma è anche vero che gli italiani sembrano essere particolarmente disinformati su questo grave tipo di malattia.

Attualmente l’ictus si può curare, ma una corretta prevenzione aiuta a ridurre addirittura l’80%dei casi. 

È importante seguire la dieta mediterranea, controllare la pressione arteriosa e la fibrillazione atriale, non fumare e praticare regolare attività motoria. 

TÈ VERDE E CAFFÈ CONTRO L’ICTUS

 

Una serie di semplici regole fondamentali per il nostro benessere e per la nostra salute. Oltre alla prevenzione poi sono molto importanti gli interventi tempestivi che potrebbero ridurre, se non azzerare, gli effetti invalidanti dell’ictus, come sottolinea Domenico Inzitari, professore di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze.

Tra le principali cause dell’ictus c’è la fibrillazione atriale, un’anomalia del ritmo cardiaco che colpisce oltre il 20 per cento delle persone over 65, e con una diagnosi precoce e una cura adatta potrebbero essere evitati addiruttura 3 Ictus su 4, pari a circa 30mila casi. È consigliabile dunque effettuare un controllo periodico della pressione e della defibrillazione atriale.

 

Foto Thinkstock

 

 

 

 

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