Videogiochi sviluppano le facoltà cognitive negli anziani

di Luca Bruno Commenta

Una recente ricerca ha scoperto che i videogiochi possono essere di grande aiuto nelle persone anziane per sviluppare alcune abilità, come quelle della memoria e della reattività, della velocità di elaborazione e dell'orientamento nello spazio.

anziano

Una recente ricerca ha scoperto che i videogiochi possono essere di grande aiuto nelle persone anziane per sviluppare alcune abilità, come quelle della memoria e della reattività, della velocità di elaborazione e dell’orientamento nello spazio.
Lo studio, elaborato da ricercatori della facoltà di neuroscienze e psicologia presso l’University of Illinois at Urbana-Champaign ha preso in considerazione un gruppo di anziani che negli ultimi due anni non aveva mai giocato a videogiochi, la metà dei quali sono stati invitati a giocare a Rise of Nations, un noto e diffuso gioco di strategia in tempo reale, per un periodo di 24 ore in totale nell’arco di 8 settimane.

I test realizzati al follow-up hanno rilevato che gli anziani che hanno giocato al gioco di strategia risultavano aver migliorato le loro prestazioni in diversi aspetti, memoria, ragionamento e, in particolare, in quelle abilità che vanno sotto la categoria dei processi di controllo esecutivo, come la capacità di pianificazione, di programmazione, di affrontare situazioni ambigue ed il multitasking inteso come la capacità di eseguire più di un compito contemporaneamente.

Secondo i ricercatori, con l’invecchiamento diminuisce la capacità di sviluppare alcune di queste abilità, e la fatica di esercitarle fa si che esse vengano sempre meno applicate. Giocare ai videogiochi quindi permetterebbe di esercitarsi proprio in quelle capacità che per gli anziani più facilmente vengono meno.

Lo studio proseguirà in futuro utilizzando nella sperimentazione altri giochi come Boom Blox, un gioco per Wii Nintendo che comporta l’uso di fionde ed altre armi con lo scopo di colpire un bersaglio in movimento sullo schermo, e World of Warcraft, un famosissimo gioco di ruolo altamente diffuso e giocabile su Internet (MMORPG).

Non è la prima volta che viene sperimentata l’influenza dei videogiochi ed il loro potenziale di mantenere allenato il cervello negli anziani, e recentemente le ricerche si sono anche orientate sulle potenzialità che alcuni giochi come quelli del Wii possano in qualche modo sviluppare anche capacità ed abilità fisiche.

Come, per esempio, una recente sperimentazione realizzata in un centro per anziani in Florida, a Pensacola, che ha verificato che gli anziani ospiti miglioravano del 40% la frequenza cardiaca giocando ad una sorta di bowling virtuale.

Tre sono gli aspetti fondamentali che il recente studio vuole analizzare osservando gli anziani alle prese con i videogiochi, l’attenzione, necessaria a capire velocemente quanto accade sul campo da gioco virtuale, con la conseguente capacità di reagire prontamente agli accadimenti, la novità, che stimola il cervello a lavorare di fronte a situazioni nuove e sconosciute e l’interazione sociale, sviluppata dalla necessità per il giocatore di gestire alleanze e collaborazioni dei personaggi virtuali che animano il gioco sullo schermo.

Commentando i risultati dello studio, il professor Jason Allaire, associato di psicologia alla North Carolina State University sostiene che sebbene si possa dimostrare la potenzialità dei videogiochi nel mantenere vive alcune abilità, finora nessuno studio ha ancora evidenziato come le competenze acquisite nel mondo virtuale si trasferiscano poi effettivamente in quello reale.

Giocare ai videogiochi secondo lo scienziato è sicuramente un’attività che aiuta, ma che non deve essere sovrapposta né immaginata come sostitutiva di altre attività di cui l’anziano ha bisogno per mantenersi in forma, sia psichicamente che fisicamente, come esercizio fisico, interazione con gli altri, stile di vita ed alimentazione corretta.

Anche una gita in bicicletta per esempio, conclude, o l’impegno ad imparare una nuova lingua, sono attività che possono efficacemente sviluppare le stesse abilità psicofisiche nell’anziano.

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