Niente depressione o minore autostima nei ragazzi bassi di statura

di Redazione

I ragazzi ed i bambin più bassi di statura non soffrono più degli altri di depressione o di poca autostima.

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Potrebbe sembrare una preoccupazione superflua, ma nel mondo occidentale, così ossessionato dalle prestazioni, è diventato comune ai genitori porsi la domanda se il proprio figlio di statura inferiore alla media degli altri ragazzi possa da ciò trarne motivo di depressione od esserne in qualche modo danneggiato psicologicamente.
Probabilmente questa preoccupazione è diventata talmente assillante ed evidente che un gruppo di ricercatori statunitensi dell’University of Michigan ha condotto una ricerca per scoprire se effettivamente sia fondata o meno.

Anche perchè, è sempre più comune che di fronte ad una crescita inferiore alla media, fermo restando che il bambino è sano, molti genitori sono tentati di richiedere terapie a base di ormoni della crescita, in molti casi anche quando ciò non è assolutamente necessario.

La ricerca si è basata su un campione di 712 studenti del sesto grado scolastico statunitense, che significa allievi di età compresa tra i 10 ed i 12 anni.

Sono stati raccolti dati ed informazioni provenienti sia dal corpo docente, sia dagli stessi ragazzi, sulla percezione riguardo alla vittimizzazione ed alle prese in giro tra coetanei.

Ulteriori dati includevano inoltre una serie di informazioni raccolte per quanto riguardava sentimenti e condizioni come depressione, ottimismo, popolarità tra i compagni e sostegno reciproco.

I ricercatori hanno scoperto, analizzando i dati che in realtà la statura non influiva minimamente considerando i fattori indagati, se non nel caso dell’essere presi in giro dai coetanei, che i ragazzi più piccoli di statura hanno segnalato in percentuale maggiore come problema.

Questo però è risultato rilevante solo raccogliendo le voci dei ragazzi, perchè invece per gli insegnanti non era visibile alcuna differenza.

I ricercatori hanno tentato di spiegare questo particolare dato avanzando l’ipotesi che da un lato gli insegnanti possano anche non essere al corrente di tutto ciò che accade ai ragazzi, dall’altro che i ragazzi più bassi di statura possono interpretare eventuali prese in giro come provocate dalla propria altezza, invece che da altri fattori.

La buona notizia è che comunque, anche nel caso di questo lieve livello di percentuale maggiore, gli stessi ragazzi hanno poi consolidato il fatto che, nelle relazioni sociali e nei rapporti con i coetanei, così come nella percezione di questi, risultavano comunque presenti valori positivi come l’ottimismo, la popolarità tra i compagni ed il sostegno reciproco piuttosto che quelli negativi come depressione o vittimizzazione.

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