La paura di perdere il posto di lavoro è più dannosa per la salute che l’averlo perso davvero

di Luca Bruno Commenta

Le persone costantemente preoccupate di perdere il posto di lavoro hanno una peggiore salute fisica e sono a maggior rischio di depressione rispetto a coloro che lo hanno perso veramente.

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Le persone costantemente preoccupate di perdere il posto di lavoro hanno una peggiore salute fisica e sono a maggior rischio di depressione rispetto a coloro che lo hanno perso veramente.
E’ questo il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell‘University of Michigan che hanno analizzato un campione rappresentativo di 1.700 adulti di età superiore ai 25 anni interrogati sulla loro salute fisica e mentale e sui loro stati emotivi e sentimentali rispetto alla sicurezza del loro posto di lavoro.
Un gruppo ha risposto alle domande nel 1986 e nuovamente nel 1989, mentre un secondo gruppo ha risposto alle domande tra il 1995 e il 2005.

Per misurare la percezione sulla sicurezza del posto di lavoro era inclusa nel questionario la domanda “Se vuoi continuare a fare il tuo attuale lavoro, quali sono le probabilità per te di mantenerlo nei prossimi due anni?”

Circa il 18 per cento ha detto che si sentiva al sicuro nel posto di lavoro solo fino ad un certo punto. Circa il 5 per cento dei partecipanti al sondaggio nel primo gruppo, ed il 3% nel secondo gruppo hanno riportato uno stato di ansia protratta per lungo tempo.

Per entrambi i gruppi, coloro che affermavano di temere per il proprio posto di lavoro riportavano uno stato di salute peggiore e maggiori sintomi di depressione rispetto a coloro che avevano perso il posto e ne avevano trovato uno nuovo.

Coloro in stato di precarietà cronica risultavano addirittura avere maggiori problemi di salute rispetto ai fumatori ed alle persone con ipertensione.

Secondo i ricercatori l’effetto negativo di essere costantemente insicuri è stato più significativo dell’essere veramente disoccupati.

Le preoccupazioni possono creare una forte condizione di stress e causare insonnia, mal di testa, contrazioni intestinali e pressione sanguigna più elevata.

In un momento come questo, di recessione del mercato del lavoro a livello mondiale, i dati forniti dallo studio potrebbero dare un quadro esauriente dei rischi per la salute provocati dallo stato di incertezza causato dall’ansia per il posto di lavoro.

Sembra inoltre che lo stato di preoccupazione faccia più male che non il fatto di aver perso il lavoro per davvero: prevedere un evento negativo può essere più stressante dell’avverarsi effettivo dell’evento.

Lo studio non è tuttavia completo, la ricerca che apparirà nel prossimo numero di Social Science & Medicine infatti non ha tenuto in considerazione cosa accade in coloro che, dopo aver perso il lavoro, non ne hanno trovato uno nuovo: per questa categoria di persone sono necessari ulteriori approfondimenti.

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