Curare la depressione con la psilocibina

di Vito Verna Commenta

Individuata una nuova cura contro la depressione.

La psilobicina, ovverosia l’alcaloide psicotropo che renderebbe allucinogeni i funghi del genere Psilocybe, sintetizzata nel 1958 dal geniale chimico svizzero Albert Hofmann, a suo tempo inventore dell’LSD, potrebbe diventare, in un futuro non troppo lontano, uno dei principali principi attivi dei farmaci antidepressivi serotoninergici di ultima generazione, utili per il trattamento del paziente gravemente depresso ormai insensibile ai trattamenti farmacologici tradizionali.

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Prenderebbe oggi il via, per la prima volta nella storia, uno studio randomizzato in doppio cieco che, per la durata di ben 12 mesi consecutivi, osserverà le reazioni psicofisiche dei soggetti malati coinvolti nella sperimentazione, alla somministrazione continua di un farmaco a base di psilocibina o di un semplice placebo.

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Al termine della ricerca, ovverosia a febbraio 2013, si potranno valutare gli effetti della psilocibina, dichiarandone la ben più che probabile efficacia, sia relativa che assoluta, e dando dunque in via alla sintetizzazione di un farmaco che possa definitivamente ed efficacemente combattere la depressione.

LO STRESS SUL LAVORO

Stando a quanto sino ad oggi scoperto, infatti, la psilocibina sarebbe in grado di agire, contemporaneamente, sia sulla corteccia mediale prefrontale sia sulla corteccia cingolata posteriore, riattivandone l’originaria funzionalità ed efficienza.

Queste due aree del cervello, come ormai ampiamente dimostrato grazie alle più moderne tecniche di neuroimaging, sarebbero deputate al controllo ed alla regolazione delle percezioni sensoriali, della coscienza, dell’auto-identità, dei pensieri positivi, ovverosia tutta una serie di funzioni, fondamentali per il corretto funzionamento della psiche umana, la cui alterazione sarebbe alla base dei meccanismi di insorgenza di ogni forma di depressione.

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