Aborto volontario non causa disturbi mentali

di Vito Verna Commenta

L'aborto, volontario o meno, non causerebbe automaticamente disturbi mentali di alcun tipo.

Si è sempre sostenuto, a dire il vero con sufficienza e senza alcuna base scientifica, che un’interruzione di gravidanza, volontaria o meno, potesse automaticamente sfociare, per la donna sottoposta a tale stress psicofisico, nello sviluppo di veri e propri disturbi mentali più o meno gravi, più o meno radicati e di difficile risoluzione.

Eppure, secondo le ultime ricerche cliniche effettuate su questa possibile, ma non già probabile, correlazione, l’evenienza, se non remota, non è da considerarsi scontata giacché vi sarebbero le medesime probabilità di contrarre una malattia mentale sia in seguito ad aborto spontaneo sia in seguito a compimento di una gravidanza completamente indesiderata.

ABORTO IN CRESCITA IN TEMPI DI CRISI ECONOMICA

Le cause del verificarsi di una simile ipotesi, dunque, sarebbero rintracciabili, più che nell’atto in sé, in fattori esterni e concomitanti tra i quali si segnalano:

– le pressioni del partner, degli amici e dei parenti affinché la donna prenda una decisione risolutiva quale che essa sia

– la serenità psicologica della donna che intende prendere la succitata decisione.

DEPRESSIONE POST-PARTUM PEGGIO DELL’ABORTO

Si evidenzia, dunque, come una donna che decida di abortire, se tale decisione è presa in totale autonomia e completa consapevolezza e tranquillità, abbia minori possibilità di sviluppare un qualche disturbo mentale nei confronti della donna che, per cosi dire, viene “costretta” a portare a termine una gravidanza indesiderata.

La revisione sistematica in questione, la più grande mai realizzata sull’argomento, ha preso in considerazione le quasi 200 ricerche, trial clinici, studi epidemiologici pubblicati tra il 1990 ed il 2011, arrivando a dimostrare, inconfutabilmente, quanto sopra esposto.

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