Olio di pesce, prevenzione ai disturbi mentali

di Luca Bruno Commenta

Una capsula al giorno di olio di pesce può evitare i rischi di malattie mentali nelle persone che sono ad alto rischio di esserne colpiti.

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Una capsula al giorno di olio di pesce può evitare i rischi di malattie mentali nelle persone che sono ad alto rischio di esserne colpiti.
E’ questo quanto afferma un recente studio pubblicato su Archives of General Psychiatry, secondo il quale un trattamento di tre mesi con olio di pesce, che in generale si trova disponibile in capsule, è capace di abbassare di un quarto i livelli di rischio di disturbi come psicosi e schizofrenia.

Il motivo sembra essere la presenza in questo integratore alimentare dell’omega-3, una sostanza le cui qualità preventive e salutari sono già state evidenziate in passato, e non solo per la salute del cervello.

Il che oltretutto potrebbe suggerire la speranza di un trattamento naturale, nel giovani soprattutto, al fine di evitare i trattamenti con psicofarmaci, decisamente più pesanti da sopportare per l’organismo ed anche a rischio di notevoli effetti collaterali.

Il team internazionale di ricercatori provenienti da Austria, Australia e Svizzera hanno testato il trattamento su un campione di 81 persone ritenute a rischio particolarmente elevato di sviluppare psicosi a causa di una storia famigliare di schizofrenia ed analoghi disordini, oppure perchè già con alcuni segni rivelatori dell’insorgere di un disturbo mentale.

Metà delle persone sono state sottoposte ad un trattamento a base di integratori con olio di pesce (1,2 grammi di acidi grassi omega-3) per 12 settimane, mentre l’altra metà ha ricevuto un trattamento placebo. Nessuno dei due gruppi sapeva che trattamento veniva loro sottoposto.

Due pazienti nel gruppo di olio di pesce hanno in seguito sviluppato un disturbo psicotico, rispetto invece agli 11 del gruppo placebo.

Risultati che fanno dichiarare ai ricercatori che un adulto su quattro ad alto rischio potrebbe risultare protetto dallo sviluppo della psicosi nell’arco di un anno.

Sebbene siano promettenti, i dati forniti dallo studio non sono tuttavia ancora sufficienti per poter dichiarare con sicurezza che nel lungo periodo gli acidi grassi omega-3 potrebbero andare efficacemente a sostituire i farmaci antipsicotici.

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