L’influenza suina approda in India

di Luca Bruno Commenta

Nella zona occidentale della città di Pune, in India, tra le più colpite dall'epidemia di influenza suina, si sono registrati sei casi piuttosto gravi, ed il virus sembra ormai propagarsi a velocità notevoli in tutto il continente indiano, secondo i funzionari si è già a quota 800 casi.

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Nella zona occidentale della città di Pune, in India, tra le più colpite dall’epidemia di influenza suina, si sono registrati sei casi piuttosto gravi, ed il virus sembra ormai propagarsi a velocità notevoli in tutto il continente indiano, secondo i funzionari si è già a quota 800 casi.
Sei in totale sono i morti accertati fino ad oggi, un medico indigeno ed un bambino di 4 anni nella città di Pune Chennai, un insegnante di 42 anni nella stessa città, un uomo d’affari di 43 anni ad Ahmedabad nel Gujarat, ed una donna di 53 anni a Mumbai. Il primo caso di morte in India per via dell’influenza suina era stato registrato il lunedì della scorsa settimana, una ragazza quattordicenne.

Sebbene le autorità sanitarie abbiano tentato di rassicurare la popolazione, affermando che ci sono scorte notevoli di farmaco antinfluenzale, il Tamiflu, il panico sembra crescere tra la popolazione, anche perchè le notizie dell’epidemia e dei decessi sono sulle prime pagine di tutti i giornali e sui programmi informativi delle TV.

La similitudine tra i sintomi dell’influenza suina e dell’influenza comune non fa che accrescere la preoccupazione della popolazione.

Diverse scuole dell’India Occidentale, e della capitale Delhi, dove sono stati registrati 228 casi, sono state chiuse per paura che i bambini venissero contagiati in massa.

Il premier indiano ha tentato di stimolare i vari stati federali dell’India a coordinarsi e rafforzare le strutture ospedaliere contro lo sviluppo dell’epidemia, ognuno potenziando le proprie strutture di assistenza, ed istituendo spazi di quarantena anche al di fuori delle strutture pubbliche.

Sebbene sei casi accertati di morte per influenza suina siano ancora veramente pochi, tra le autorità cresce la preoccupazione che le strutture sanitarie non saranno in grado di affrontare efficacemente l’aumento del numero dei pazienti.

Così come non saranno sufficienti i 12 centri di sperimentazione presenti in India, quando il numero di casi aumenterà.

Un sforzo significativo deve essere fatto, secondo il ministro federale della sanità indiano, per affrontare i diversi aspetti dell’insorgenza epidemica, non solo in direzione di migliorare la capacità di accoglienza e di cura delle strutture mediche e sanitarie, ma anche per informare la popolazione affinchè il panico non si diffonda oltre misura.

Intanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che per settembre saranno rilasciate le prime licenze per il vaccino antinfluenzale.

Fonte:BBCNews

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