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Sclerosi multipla: fitness ottimo aiuto per le funzioni cognitive
Scritto da: Luca Bruno in Neurologia il 28th febbraio
Sembra che l’ esercizio fisico sia di grande aiuto nel proteggere il cervello nelle persone colpite da sclerosi multipla, almeno secondo quanto riportato da uno studio recente realizzato da scienziati e ricercatori della Ohio State University.
La ricerca è stata compiuta su 21 donne affette da sclerosi multipla recidivante remittente, valutando gli effetti di fitness ed esercizio fisico sulla stato di salute del cervello e sulle funzioni cognitive.
Le pazienti con un alto grado di allenamento fisico, hanno rilevato i ricercatori, presentavano una maggior capacità di eseguire test cognitivi, rispetto alle donne meno allenate.
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Un terzo dei medici non conosce i sintomi del “Choking Game”
“ Chocking game”, così viene chiamato un gioco particolarmente e pericolosamente diffuso tra gli adolescenti americani. Questo consiste nella compressione del torace e nell’arresto del flusso di sangue al cervello per qualche secondo, in modo che il successivo afflusso di ossigeno provoca un breve stato di euforia. Un gioco pericoloso e che può rivelarsi mortale o provocare danni permanenti.
Un recente studio ha rilevato come molti medici non siano ancora oggi in grado di individuare i sintomi più comuni del gioco negli adolescenti che visitano. Un problema, la mancata diagnosi, che riduce la possibilità di intervenire ed agire tempestivamente per evitare che l’adolescente si procuri ulteriori danni.
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Demenza senile più alta negli anziani ospedalizzati
Scritto da: Luca Bruno in Neurologia il 27th febbraio
Gli anziani ricoverati in ospedale hanno un alto rischio di riscontrare un declino cognitivo e di sviluppare demenza senile. Lo sostiene uno studio pubblicato di recente su Journal of the American Medical Association. La ricerca ha preso in considerazione un campione di 2.929 persone tutte superiori ai 65 anni di età, che dal 1994 al 2007 sono stati ricoverati in ospedale.
Tutti i partecipanti, al momento della ricerca, non presentavano segni né sintomi di demenza senile.
In un follow-up medio di 6 anni, 1287 di questi sono stati ricoverati in ospedale per una malattia non grave, 41 per patologie serie mentre il restante gruppo non è stato ospedalizzato.
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Cibi grassi aumentano il rischio di ictus nelle donne adulte
Mangiare molti grassi, soprattutto quelli presenti in biscotti e pasticcini, gelati ed altri snacks confezionati e prodotti industrialmente aumenta il rischio di ictus nelle donne sopra i 50 anni.
In particolare i grassi sotto accusa sono i cosiddetti grassi transaturi, dannosi sia per il cuore che per il girovita.
Lo rivela un nuovo ampio studio condotto negli Stati Uniti, che ha coinvolto un campione di più di 87.000 donne, già reclutate all’interno di un ampia ricerca, Women’s Health Initiative, voluta dal governo federale statunitense per valutare l’impatto delle cure ormonali sulle donne in menopausa.
Una evidenza indiscutibile, secondo quanto rilevato dai ricercatori, il rischio del tipo più comune di ictus aumenta infatti del 44% nelle donne che fanno una dieta ricca di grassi.
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Trattamento per combattere l’allergia alle arachidi
Scritto da: Luca Bruno in Allergie il 26th febbraio
HealthDay riporta oggi che c’è una speranza all’orizzonte per quei bambini che soffrono di allergia alle arachidi: secondo un recente studio pilota, realizzato da ricercatori dell’ospedale universitario di Cambridge, un gruppo di 21 bambini è stato efficacemente sottoposto ad un trattamento per ridurre l’incidenza di reazioni allergiche provocate dalle arachidi.
Le allergie alle arachidi normalmente si manifestano con sintomi assai seri, come insufficienza respiratoria, asma, costrizione delle vie respiratorie, prurito e gonfiori nel corpo.
Il 10 per cento dei bambini che soffrono di allergia alle arachidi poi sono a forte rischio di shock anafilattico, che può anche rivelarsi mortale.
La sensibilità alle arachidi molto raramente si riduce nel corso degli anni, e può quindi rimanere diminuisce nel corso del tempo, il che significa che il bambino non riuscirà mai a superare questo disturbo potenzialmente pericoloso.
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Diabete gestazionale un rischio maggiore tra le donne sovrappeso
Secondo un recente studio, citato dal New York Times nelle pagine dedicate alla salute, le donne che aumentano considerevolmente di peso durante il primo trimestre di gestazione sono maggiormente a rischio di contrarre il diabete gestazionale.
Lo studio, pubblicato di recente sulla rivista Obstetrics & Gynecology, ha esaminato i dati raccolti su un gruppo multi etnico di donne che hanno partorito dal 1996 ed il 1998, delle quali 345 avevano sviluppato il diabete gestazionale mentre le restanti 800 sono state prese in considerazione come gruppo di controllo.
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Ceppi malarici resistenti ai farmaci, un allarme da valutare
Non solo la malaria continua a mietere vittime e ad essere una delle principali cause di infezione e morte nei paesi sottosviluppati, ma la preoccupazione aumenta ulteriormente quando si scopre che alcuni ceppi malarici stanno pericolosamente sviluppando una resistenza ad uno dei farmaci maggiormente impiegati attualmente nella lotta al male quando falliscono gli altri trattamenti cui il bacillo della malaria ha già dimostrato di essere immune, l’ artemisina.
I casi sono stati segnalati al confine tra Thailandia e Cambogia, dove molti pazienti sono risultati essere maggiormente resistenti al trattamento con il medicinale.
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