Cos’è la demenza

Ci siamo occupati, in questi giorni, di alcune malattie davvero molto gravi. In particolare, come potrete scoprire navigando su Stetoscopio, della Malattia di Creutzfeldt-Jakob un disturbo neurodegenerativo progressivo e fatale (giacché causata dai prioni, proteine danneggiate e dannose che non si è ancora riusciti a capire come distruggere) che prevede la demenza quale sintomo più eclatante.

CHE COS’È LA DEMENZA

Malattia di Creutzfeldt-Jakob

Abbiamo parlato, in questi giorni, dei prioni e delle malattie da prioni, sorta di agenti infettivi non convenzionali poiché basati su proteine e non già, come solitamente avviene in natura, su acidi nucleici o microrganismi.

I prioni, dunque, in una maniera tutta nuova e, per certi versi ancora inspiegabile e inesplorata, possono causare malattie che, nella totalità dei casi, hanno un decorso nefasto. Ciò avviene, secondo quanto ci è dato sapere, a causa del fatto che i prioni essendo proteine, non reagiscono, in alcun modo, ai metodi di distruzione solitamente impiegati nella lotta a batteri, virus, funghi e a moltissimi altri agenti patogeni. Inoltre, per motivi che non è ancora dato da comprendere, codeste proteine sarebbero immuni alla proteasi e, dunque, alla disgregazione incontro alla quale vanno le proteine danneggiate.

Sintomi influenza aviaria

Secondo la FAO (Food and Agriculture Organization) sarebbe in arrivo, in tutto il mondo, una nuova ondata dell’influenza aviaria la terribile malattia che, negli ultimi anni, ha scatenato il panico ed il terrore più acuto in milioni di persone.

Per evitare, però, inutili allarmismi e eccessive preoccupazioni, giacché la maggior parte delle manifestazioni registrate sinora non hanno mai avuto il carattere di pandemia da molti prospettato ne si è potuto attribuirle alla forma ad alta patogenicità della malattia, vogliamo oggi spiegare quali sono i principali sintomi di quanti, volatili od umani, contraggono l’influenza aviaria.

Cosa sono i prioni

Nel 1982, dopo 10 anni di intense ricerche sull’argomento, il futuro premio Nobel per la Medicina Stanley Ben Prusiner (biologo nonché neurologo statunitense) scopriva i prioni, successivamente definiti quali agenti infettivi non convenzionali di natura proteica.

Inizialmente snobbato dalle istituzioni scientifiche, poiché non si credette, allora, che potesse esistere una tale forma biologica, il lavoro di Prusiner fu, nel corso degli anni, grandemente rivalutato poiché riusci a dare una spiegazione definitiva a neuropatie di eziopatogenesi altrimenti ignota quali la Malattia di Creutzfeld-Jakob.

Questa incredibile scoperta valse a Prusiner, dopo anni di battaglie affinché il suo impegno venisse internazionalmente riconosciuto, l’attribuzione del premio Nobel per la Medicina del 1997 nonché il premio Wolf per la Medicina del 1995.

1,5 miliardi di persone sovrappeso

La rivista scientifica The Lancet, da sempre considerata quale una delle più eminenti a livello globale, dedica il numero di oggi ai problemi del sovrappeso e dell’obesità.

Secondo The Lancet, che per l’occasione ha intervistato alcuni dei più rinomati esperti mondiali sull’argomento, tra cui il responsabile del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases Kevin Hall, soltanto pochissime aree geografiche del pianeta (individuabili, in particolar modo, in Giappone e Cina) sarebbero quasi totalmente esenti dal problema.

Il buon umore aiuta il cuore

Secondo una recente ricerca condotta dai cardiologi dell’Università del Maryland, i cui risultati verranno ufficialmente divulgati nel corso dell’ESC Congress 2011 (l’annuale meeting internazionale dei cardiologi organizzato dall’European Society of Cardiology), sarebbe stata finalmente dimostrata la correlazione tra buon umore e benessere fisico.

[LEGGI] TEST DELL’OSSIGENO PER INDIVIDUARE DIFETTI CARDIACI

In particolare, secondo i ricercatori, ridere farebbe bene al cuore, ai vasi sanguigni e, più in generale, alla salute del sistema cardiocircolatorio, tanto quanto i farmaci (in particolare quelli anti-colesterolo) o l’attività sportiva.

Huperzine A per combattere l’Alzheimer

Soltanto ieri parlavamo di come, presso la Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, si fosse riusciti a scoprire come predire l’Alzheimer con un test che potesse evidenziare, nell’individuo sano e in età presenile (meno di 65 anni), l’eccessivo accumulo di beta-amilode e la crescita incontrollata di metaboliti quali colina/creatina, primo sintomo neurologico della futura insorgenza della malattia.

Davamo notizia, inoltre, di come alcune approfondite indagini condotte dalle più importanti università canadesi avessero evidenziato una precisa correlazione tra eccesso di sale e Alzheimer, stabilendo come una dieta troppo ricca di sodio abbia effetti devastanti non soltanto sul cuore e sul sistema vascolare bensì possa venire considerata responsabile dell’insorgenza, prematura, dei più classici sintomi della senilità.

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