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Stetoscopio è un blog dedicato all'approfondimento di carattere medico. In costante aggiornamento Stetoscopio vuole offrire spunti interessanti per il benessere ed il viver sano.
Umidità dannosa per integratori alimentari e le vitamine
Non bisognerebbe conservare determinate sostanze, come gli integratori alimentari e le vitamine, in ambienti umidi e caldi come la cucina o il bagno. Secondo un recente studio, pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry molte sostanze cristalline che contengono vitamina C ed alcuni tipi di vitamina B sono inclini, in particolari condizioni di umidità, ad iniziare un processo, denominato deliquescenza, che potrebbe comprometterne irreversibilmente le proprietà e quindi l’efficacia.
Lo studio, condotto da una ricercatrice statunitense, Lisa Mauer, professore associato di scienza alimentare, si è basato sullo studio di diverse sostanze cristalline, utilizzando una bilancia gravimetrica per determinare a quale tasso di umidità le sostanze prese in considerazione cominciano il processo di deliquescenza.
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Cocaina, più pericolosa quando fa caldo
La cocaina risulta essere particolarmente pericolosa, e causa di overdose soprattutto durante la stagione calda.
A rivelarlo un nuovo studio statunitense, recentemente pubblicato sulla rivista Addiction. Una ricerca che ha voluto investigare sulla possibile relazione esistente tra la temperatura atmosferica e l’incremento dei casi di decesso per overdose di cocaina. Lo studio si è concentrato sulla città di New York, e si basa su una ricerca statistica che ha preso in considerazione i casi di decesso nella metropoli statunitense tra il 1990 ed il 2006.
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Inquinamento ambientale aumenta la pressione sanguigna
Una esposizione a lungo termine alle polveri sottili ed all’inquinamento atmosferico, uno dei mali del nostro tempo, soprattutto nell’occidente industrializzato, è stato recentemente collegato all’ aumento della pressione sanguigna.
Sono i risultati di uno nuovo studio realizzato negli Stati Uniti da ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, che hanno utilizzato per valutare l’impatto dell’inquinamento sulla circolazione sanguigna in 939 volontari arruolati all’interno di una vasta ricerca generale, denominata Normative Aging Study, seguiti dal 1995 al 2006 e sottoposti a valutazioni e monitoraggio una volta ogni 4 anni in questo periodo.
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Maggior attenzione dei consumatori alle etichette sui cibi
L’insistenza con cui negli ultimi anni le autorità sanitarie hanno puntato l’attenzione sull’ importanza del legame esistente tra alimentazione e salute sembra aver prodotto i primi risultati interessanti e soddisfacenti.
Almeno negli Stati Uniti, dove una recente ricerca statistica realizzata dalla FDA (Food & Drug Administration), la massima autorità sanitaria su alimentazione e farmaci in America, ha rilevato come sono sempre di più i consumatori che fanno attenzione a quanto riportato sulle etichette dei cibi acquistati, una sensibilità che si riflette anche in una maggior consapevolezza del legame tra determinate diete ed alimenti e lo stato di benessere generale dell’organismo.
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Dispositivo palmare per curare l’emicrania
Un nuovo dispositivo palmare ad impulsi magnetici potrebbe in futuro entrare a far parte del corredo medico per combattere le emicranie, un’alternativa all’uso dei farmaci.
La sperimentazione sul dispositivo, che a differenza di altri testati in passato è pratico, economico e portatile, è stata realizzata da un equipe di ricercatori dell’ Albert Einstein College of Medicine di New York, ed i risultati dello studio sono apparsi recentemente sulla rivista medico scientifica The Lancet Neurology.
L’apparecchio emette un singolo impulso magnetico, denominato stimolazione magnetica transcranica (STM), il quale va a perturbare quell’attività elettrica delle cellule neuronali che provoca i sintomi preliminari dell’ emicrania.
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Un test del DNA per scoprire la propria dieta ideale
Un semplice test del DNA potrebbe essere di aiuto a stabilire quale dieta risulta essere più efficace per ogni individuo, anticipando in questo modo la valutazione di quanti chili si potranno perdere seguendola.
E’ il risultato di uno studio preliminare, compiuto su 101 donne statunitensi bianche da parte di un equipe di ricercatori dell’ Università di Stanford negli Stati Uniti.
Per ognuna delle donne è stato raccolto un campione di DNA, dal cui codice genetico i ricercatori hanno isolato, tra centinaia, alcuni geni che possono avere un influenza decisiva nella metabolizzazione di grassi e carboidrati.
Le donne coinvolte nell’esperimento sono state divise in tre gruppi, ognuno scelto in base alla presenza di uno di questi geni prescelti, e per ognuna di esse è stata quindi proposta una dieta in relazione o in contrasto con il patrimonio genetico evidenziato.
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Uno scopo nella vita riduce il rischio di Alzheimer
Avere una vita piena di attività, un ottimismo di fondo ed uno scopo nella vita sono tutti fattori che, secondo una recente ricerca, diminuiscono il rischio di demenza senile, decadimento cognitivo e morbo di Alzheimer.
L’invecchiamento medio della popolazione ha fatto si che sia diventata molto più comune di un tempo la diagnosi di demenza senile ed Alzheimer, e per questa ragione sono molti gli studi che la comunità scientifica internazionale ha promosso per valutare quali sono le cause della malattia, quali i fattori di rischio e quali le possibili terapie preventive e terapeutiche.
Si è sviluppato anche, in parallelo, un grande interesse per i fattori non strettamente legati alla biologia ma psico-sociali, che potrebbero giocare anche essi un ruolo determinante nello sviluppo della demenza senile.
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