D’estate maggior rischio per l’udito

di Luca Bruno Commenta

D'estate si è esposti con più facilità a rumori e suoni che possono danneggiare l'udito.

amplificatori

I ricercatori statunitensi in forze presso la clinica di audiologia della Ball State University in Indiana mettono in guardia sul fatto che durante l’estate, si è esposti con maggior intensità a rumori e suoni, che potrebbero costituire un pericolo serio per l’udito.
Una raccomandazione che nasce dalla convinzione che d’estate spesso si è esposti ad un alto livello sonoro, per esempio nella forma di fuochi d’artificio, concerti, e traffico automobilistico.

Suoni che, secondo i ricercatori sono normalmente compresi tra i 90 ed i 140 decibel. Però, osservano, l’orecchio umano può subire danni sensibili già con sonorità che superano gli 80 decibel.

Viviamo in una società sempre più rumorosa, è stato il commento dei ricercatori, ed il clima più caldo, che spinge le persone a trascorrere maggior tempo all’aperto, di fatto espone ad un più alto rischio di esposizione ai rumori.

Il fatto è che, per altri tipi di rischi ci si attrezza adeguatamente, indossando un casco se si va in moto o in bicicletta, oppure le cinture di sicurezza quando si è alla guida di un veicolo, ma raramente si prendono analoghe precauzioni per proteggere l’udito.

Per esempio quando si assiste ad un concerto rock, o ad uno spettacolo di fuochi d’artificio, oppure ad una gara automobilistica.

Negli Stati Uniti il problema sembra essere abbastanza serio, se il National Center for Health Statistics, rivela che quasi il 15 per cento degli americani sotto i 19 anni soffre in qualche misura di perdita dell’udito.

Segnali evidenti di qualche problema all’udito sono fenomeni come l’incapacità di sentire ciò che dice l’interlocutore posto a due metri di distanza, oppure un ronzio costante alle orecchie, o la necessità per chi ci parla di alzare la voce per farsi sentire.

La perdita dell’udito non è reversibile, come invece lo è l’esposizione al rumore, che si può prevenire, concludono i ricercatori, con semplici accorgimenti, come i tappi per le orecchie o altri sistemi di protezione acustica per fronteggiare l’aumentato inquinamento sonoro.

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