Concerti e lettori musicali, troppi decibel nocivi per l’udito

di Luca Bruno 1

Cresce la preoccupazione tra genitori e specialisti sui possibili danni all'udito dall'esposizione ad un volume sonoro troppo alto.

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Con la diffusione sempre più massiccia dei dispositivi portatili per ascoltare musica e la notoria passione dei giovani per i concerti, sta crescendo la preoccupazione tra genitori e specialisti sui possibili danni all’udito dall’esposizione ad un volume sonoro troppo alto. Le orecchie sono un organo delicato, ed è facile che abbiano un danno, talvolta permanente anche a distanza di anni, e molte volte irreversibile.
Secondo gli esperti della American Academy of Otolaryngology–Head and Neck Surgery i medici rivelano che sono sempre di più i giovani che si rivolgono a loro per problemi di udito.

E secondo il Centers for Disease Control and Prevention statunitense, i giovani americani che hanno problemi all’udito causato dall’esposizione a musica ad alto volume sono sull’ordine del 12,5%.

Utilizzando l’unità di misura del rumore, il decibel, gli esperti sostengono che la musica ascoltata ad un volume tale da impedire la possibilità di conversare supera sicuramente gli 85 decibel, che, in ambiente lavorativo, è la soglia dopo la quale il rumore è considerato nocivo per l’udito.

E diversi lettori musicali, sottoposti a test, risultano emettere un volume di suono superiore ai 115 decibel.

Alcuni ricercatori dell’Università del Minnesota hanno pubblicato uno studio nel quale rivelavano i dati di una ricerca su 29 giovani dopo che questi avevano assistito a tre diversi concerti rock: indipendentemente dalla loro posizione all’interno della sala concerti, davanti al palco o in fondo alla sala, essi erano esposti ad un livello di rumore al di sopra abbondantemente della soglia di 85 decibel.

E’ quindi un problema serio, che, data la giovane età di chi è esposto ai danni, prevede che i genitori giochino un ruolo importante nella prevenzione.

Tra i consigli degli esperti ai genitori, fondamentali sono quegli aspetti educativi che essi possono mettere in gioco, come per esempio responsabilizzare i figli sul problema della nocività di un volume troppo alto, piuttosto che imporre dei limiti al tempo di ascolto.

Promuovere l’utilizzo di dispositivi di ascolto efficienti, come per esempio le cuffie o gli auricolari che isolano l’ascoltatore dai rumori provenienti dall’ambiente esterno e che fanno si che si riesca ad ascoltare la musica ad un volume più basso.

Verificare se gli apparecchi che si acquistano hanno un regolatore del volume e quale è la potenza emessa in termini di decibel. Consigliare i ragazzi sull’adozione di protezioni per le orecchie ai concerti, ed evidenziare come anche molti musicisti si curano di proteggere l’udito, additandoli come esempio.

Fonte HealthDay

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