Con le staminali ricostruita un’articolazione nei conigli

di Luca Bruno Commenta

Una procedura di ricostruzione delle articolazioni attraverso l'uso di "impalcature" di biomateriale e cellule staminali.

coniglio

Per la prima volta gli scienziati sono stati in grado di far crescere un intero giunto osseo da cellule staminali nei conigli, e le articolazioni, dopo il periodo di crescita, sono risultate normali e funzionali.
Un articolo, comparso su The Lancet, descrive le procedure di questa innovativa sperimentazione, eseguita u un gruppo di 10 conigli cui è stato asportato un’articolazione della zampa anteriore. La giuntura è stata sottoposta a scansione con laser bidimensionale ed in seguito è stata creata una versione 3D dell’ossatura. In seguito l’immagine è stata stampata con uno speciale macchinario denominato “bioprinter”, che realizza forme in 3D con biomateriale, adatto ad essere in seguito utilizzato nel trapianto.

Una sorta di impalcatura molecolare che è stata impiantata nuovamente nel coniglio, e che è stata in seguito equipaggiata di un fattore di crescita trasformante beta 3 (TGFB3), il quale ha la proprietà di attirare a se le cellule staminali.

Queste ultime dunque sono state attirate sulla struttura ed hanno cominciato a trasformarsi in osso e cartilagine, fino a formare una nuova articolazione perfettamente funzionante dopo circa 4-6 settimane.

E’ la prima volta, commentano i ricercatori, che si ottiene un risultato simile, i cui vantaggi più evidenti consistono nel fatto che le cellule staminali che vanno a ricostruire l’articolazione sono endogene, appartengono cioè allo stesso organismo interessato.

Questa procedura ha anche un altro vantaggio, che consiste nel non dover estrarre le cellule staminali per poi reimmetterle nell’organismo.

I ricercatori, Università di Bond, Gold Coast, in Australia, sperano in futuro di ottenere analoghi risultati anche nell’uomo, il che costituirebbe un vantaggio notevole sia per rapidità che per linearità della procedura.

Resta il dubbio che sull’uomo possa tuttavia funzionare egregiamente solo sulle persone sotto i 65 anni, mentre su anziani e persone colpite da altri mali, il diabete per esempio, la ricostruzione dei tessuti potrebbe durare molto a lungo, con grandi problemi pratici.

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