Sintomi pertosse

di Luca Bruno Commenta

La pertosse è una malattia dell'apparato respiratorio che colpisce indifferentemente adulti e bambini, causata da un batterio, Bordetella pertussis.

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La pertosse è una malattia dell’apparato respiratorio, particolarmente infettiva e contagiosa che colpisce indifferentemente adulti e bambini, causata da un batterio, Bordetella pertussis.
La malattia si diffonde nell’ambiente quando una persona malata starnutisce o tossisce, ed è particolarmente comune nei bambini dai 2 ai 6 anni.
I sintomi si sviluppano in una serie di fasi caratteristiche: in una prima fase si hanno naso che cola, sternuti, qualche linea di febbre ma molto moderata e altre manifestazioni sintomatiche che assomigliano in tutto e per tutto a quelle di un normale raffreddore.

In una seconda fase, dopo un intervallo di 1-2 settimane dai primi sintomi, sopravviene la tosse, caratterizzata da accessi molto violenti e rapidi.

Spesso può accadere che i forti eccessi di tosse, soprattutto se avvengono durante la notte, provochino il vomito.

A questa seconda fase ne segue una in cui la tosse continua ad essere persistente e che può durare da qualche settimana a qualche mese addirittura.

Con la pertosse possono insorgere complicazioni come la polmonite batterica e, nel caso in cui i colpi di tosse siano particolarmente violenti, anche fratture costali.

Raramente nell’adulto si manifestano complicazioni, che invece possono insorgere più facilmente nel bambino, accompagnate da altri sintomi come apnea, convulsioni, ed anche condizioni più gravi come polmoniti ed encefalopatie.

Attualmente contro la pertosse esiste un vaccino che ne previene l’insorgere, mentre nel caso della malattia conclamata la cura è basata sull’uso di antibiotici per bloccare l’infiammazione e di farmaci sedativi per la tosse.

Sebbene la mortalità non sia elevata la pertosse è comunque un infezione pericolosa, soprattutto nei bambini.

Questi sono particolarmente a rischio se colpiti quando sono ancora troppo piccoli per essere sottoposti al vaccino oppure quando il ciclo di vaccini non è stato ancora terminato.

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