Un telescopio impiantato nell’occhio per migliorare la vista

di Luca Bruno Commenta

Un piccolo telescopio di vetro impiantato direttamente nella cornea, potrebbe essere la soluzione per molte persone che hanno gravi problemi di vista.

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Un piccolo telescopio di vetro impiantato direttamente nella cornea, potrebbe essere la soluzione per molte persone che hanno gravi problemi di vista.
Il dispositivo, non più grande di un pisello, è stato già impiantato sperimentalmente con successo in 200 pazienti affetti da degenerazione maculare ad entrambi gli occhi, un disturbo che rende praticamente ciechi nella visione centrale.
L’apparecchiatura, altamente sofisticata, è prodotta dalla VisionCare Ophthalmic Technologies, un’azienda californiana, ed il suo uso è già stato approvato dalle autorità sanitarie europee, mentre negli Sati Uniti è ancora in attesa di un’autorizzazione.

Impiantata in un occhio permette di ritrovare la visione frontale, e quindi di poter leggere, guardare la televisione, e riconoscere i volti intorno.

Il piccolo telescopio viene applicato rapidamente – è necessario solo un intervento ambulatoriale – grazie ad un operazione altamente specializzata alla cornea, durante la quale si sostituisce il normale obiettivo umano con il dispositivo tecnologico.

L’impianto permette all’occhio di ricevere immagini ingrandite che riescono ad andare a colpire le parti della retina non danneggiate dalla degenerazione maculare, e quindi le informazioni visive riescono a raggiungere il cervello, permettendo una visione migliore là dove prima le immagini erano sfocate: per esempio se il paziente, prima dell’operazione non riusciva a focalizzare il volto di una persona, con il telescopio riesce invece a farlo, e le parti sfocate si concentrano in una porzione limitata al centro del volto.

Solo un occhio viene interessato dall’operazione, mentre l’altro viene lasciato nelle sue condizioni normali, in modo tale da garantire anche la visione laterale utile per tutta una serie di altre funzioni come camminare o mantenere il giusto equilibrio.

Dopo l’impianto è necessario un periodo di training per aiutare il paziente ad adattarsi alla nuova condizione visiva.

Può essere infatti una condizione problematica avere un occhio che riceve immagini normali e l’altro che riceve le stesse immagini ingrandite, anche se il follow up della sperimentazione dei primi dispositivi ha registrato un ottimo adattamento dei pazienti alla nuova condizione visiva, senza incrementi significativi nella perdita di equilibrio e nelle cadute.

Non è un dispositivo terapeutico, nel senso che non serve a migliorare la condizione clinica del paziente ed a curare la malattia, ma sicuramente è in grado di migliorare la qualità della sua vita.

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