Esercizi complessi come la giocoleria contribuiscono allo sviluppo del cervello

di Luca Bruno 1

Secondo un gruppo di scienziati dell'Università di Oxford alcuni esercizi complessi come per esempio la giocoleria, possono produrre cambiamenti significativi nella struttura cerebrale.

giocoleria

Secondo un gruppo di scienziati dell’Università di Oxford alcuni esercizi complessi come per esempio la giocoleria, possono produrre cambiamenti significativi nella struttura cerebrale.
E’ quanto affermano in uno studio pubblicato su Nature Neuroscience.
Per dimostrarlo i ricercatori hanno coinvolto 24 giovani adulti sani, nessuno dei quali aveva in precedenza si era cimentato in esercizi di giocoleria. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali è stato sottoposto ad una serie di sedute settimanali di giocoleria, ed a cui è stato anche chiesto di esercitarsi almeno mezz’ora al giorno.

Al termine delle sei settimane, il gruppo dei giocolieri era in grado di fare qualche piccolo esercizio di giocoleria molto classico, come il far roteare tre palle per qualche minuto.

All’inizio ed al termine dell’esperimento entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad una scansione con imaging a risonanza magnetica (MRI), grazie alla quale è possibile osservare la composizione dei tessuti cerebrali ed il loro eventuale cambiamento.

Nel gruppo di partecipanti che avevano fatto gli esercizi di giocoleria l’MRI rilevava un 5% di materia bianca in più in una sezione posteriore del cervello chiamata solco intraparietale, in cui si sa che si trovano le terminazioni nervose che ci permettono di afferrare oggetti che si trovano nelle aree di visione laterale.

Anche se l’abilità effettiva dei novelli giocolieri si differenziava notevolmente in ognuno, lo sviluppo della materia bianca è tuttavia risultato un dato costante.

I ricercatori hanno quindi potuto evidenziare che non era il livello di destrezza raggiunto a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo della materia bianca, quanto piuttosto l’esercizio in se stesso.

I ricercatori hanno comunque premesso che la risonanza magnetica è un modo indiretto di osservare la struttura cerebrale, e che quindi il risultato non restituisce dati soddisfacenti a comprendere quali siano stati nella pratica i cambiamenti strutturali, se per esempio nella forma o nel numero delle fibre nervose coinvolte, o in altri aspetti.

La scelta di sperimentare la giocoleria è stata dettata dal fatto che si tratta di un esercizio complesso, nuovo e che stimola molto l’apprendimento.

L’esperimento potrebbe anche avere implicazioni pratiche: una volta stabilito che determinati esercizi di concentrazione contribuiscono a migliorare la struttura cerebrale, si apre la strada alla possibilità di trattare attraverso questi malattie neurologiche anche gravi come la sclerosi multipla, che si esprimono proprio con la progressiva degenerazione del tessuto cerebrale.

Fonte BBCNews

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