Curare la depressione grazie agli impulsi elettrici

di Vito Verna Commenta

La stimolazione elettrica del cervello avrebbe dimostrato avere i più benefici effetti nella cura della depressione.

Gli scettici, pur mancandone le prove, paragonano il trattamento che oggi vogliamo descrivervi ad una sorta di blando elettroshock, terapia in voga, sino a non moltissimo tempo fa, per la cura dei principali disturbi psichiatrici ed oggi utilizzato, dietro autorizzazione del Ministero della Salute, solamente per quei casi considerati disperati, insensibili a qualsiasi altra forma di trattamento.

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Eppure, come dimostrato nel corso dei più svariati test clinici sperimentali, la stimolazione elettrica del cervello mediante un pacemaker che, sostanzialmente, modifichi le onde cerebrali dei pazienti, un po’ come farebbe un classico pacemaker nel regolare il battito cardiaco, si sarebbe dimostrata oltremodo efficace nel contrastare l’evoluzione della depressione e del disturbo bipolare e, in alcuni particolari casi, addirittura nel causarne la remissione totale, completa e definitiva senza alcuna possibile ricaduta.

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I numeri, a tal proposito, parlerebbero molto chiaro e, secondo le dichiarazioni dello staff dell’Emory University School of Medicine di Atlanta, tra i primi al mondo a sperimentare codesta terapia, l’impianto di un pacemaker, opportunamente settato caso per caso, avrebbe avuto effetti benefici nel 41% dei pazienti depressi ormai insensibili alla terapia farmacologica molti dei quali, circa il 5%, sarebbero andati incontro ad una definitiva remissione di ogni sintomo correlabile alle patologia in questione.

SENSIBILITÀ ALL’ANSIA E DEPRESSIONE

Certo è vero che, prima che questa tecnica terapeutica diventi di pubblico dominio e diventi, per esempio, disponibile nei nostri ospedali, passeranno anni se non addirittura decenni.

Dopo aver dimostrato la propria sperimentali efficacia, infatti, questo trattamento dovrà subire tutta una serie di lunghissimi test che ne dimostrino l’effettiva efficacia nel 100% dei casi e che ne dimostrino la totale sicurezza ovverosia la totale mancanza dei benché minimi effetti collaterali.

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