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Cos’è la demenza

 
Vito Verna
1 settembre 2011
2 commenti

Ci siamo occupati, in questi giorni, di alcune malattie davvero molto gravi. In particolare, come potrete scoprire navigando su Stetoscopio, della Malattia di Creutzfeldt-Jakob un disturbo neurodegenerativo progressivo e fatale (giacché causata dai prioni, proteine danneggiate e dannose che non si è ancora riusciti a capire come distruggere) che prevede la demenza quale sintomo più eclatante.

CHE COS’È LA DEMENZA


Vogliamo soffermarci, dunque, proprio su questo aspetto della sintomatologia classica di qualsiasi malattia neurologica. La demenza, come avremo modo di vedere, sta alla base delle manifestazioni visive e palesi di un malattia che, nel proprio progredire, o più spesso nel proprio insorgere, abbia coinvolto il sistema nervoso centrale o periferico.

Iniziamo questa nostra breve dissertazione dando il significato del termine demenza-

Secondo il vocabolario di italiano edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani la demenza sarebbe: “Nel linguaggio medico, deterioramento grave e irreparabile delle facoltà intellettive. Più in partic., in psichiatria, il decadimento grave e irreversibile dell’attività psichica che, con inizio nel settore della memoria, coinvolge, nel suo decorso progressivo, le facoltà creatrici dell’intelligenza e i processi di sintesi del pensiero: è generalmente dovuto a lesioni cerebrali ed è spesso accompagnato da segni di decadimento somatico; a seconda dell’età e delle caratteristiche cliniche, si distinguono varie forme: d. infantile, d. precoce, d. presenile, d. senile (che ha inizio in tarda età ed è caratterizzata da disturbi della memoria e da progressiva compromissione dell’intelligenza propriamente detta), d. arteriosclerotica. Nel linguaggio com., pazzia, stato di infermità mentale, e anche insensatezza, stoltezza“.

La demenza, secondo queste illuminanti parole, sarebbe dunque un disturbo delle funzioni cerebrali ed intellettive, già acquisite e a disposizione dell’individuo.

Clinicamente parlando ci si trova davanti ad un caso di demenza qualora il paziente presenti, contemporaneamente, la compromissione della memoria (sia essa a lungo o a breve termine) e di una tra le seguenti capacità cognitive: pensiero astratto, capacità critica, linguaggio e orientamento spazio temporale.

La demenza ha un’incidenza, qualora non sia di tipo senile ma di natura patologica, davvero molto bassa coinvolgendo, secondo le più recenti stime soltanto 1-5 persone su mille. La situazione, come accennato, cambia con l’aumentare dell’età giacché si hanno manifestazioni di demenza nel 5% degli anziani sopra i 65 anni e nel 30% degli anziani sopra gli 85 anni.

Unico fattore di rischio, dunque, sembrerebbe l’età, giacché occorrenze scientifiche che dimostrino l’incidenza della malattia in altri tipi di popolazione (selezionati in base al sesso, alla razza, alla condizione socioeconomica) non sarebbero pervenute.

Escludendo, quindi, la senilità, ed occupandoci dell’insorgenza patologica del disturbo, possiamo notare come la demenza sia causata da malattie neurodegenerative (55%), da lesioni ischemiche connesse ad arteriosclerosi (15%), da altre cause (traumi, infezioni, tumori) per il 15% e, per il restante 15% da causa non meglio identificate (per la difficoltà intrinseca a distinguere malattie che presentano un incredibile somiglianza in termini di insorgenza, di diagnosi, di sintomatologia e di decorso).

Tutte le demenze, se classificate con criterio topodiagnostico, possono ritenersi appartenenti a due grandi gruppi: demenze corticali e demenze sottocorticali.

DEMENZE CORTICALI

Si possono definire quali demenze sottocorticali tutte quelle demenze (derivate soprattutto dalla Malattia di Alzheimer), che presentano estesa atrofia corticale e si manifestano con:

- precoci alterazioni della memoria

- agnosia

- afasia

- aprassia.

DEMENZE SOTTOCORTICALI

Si definiscono come demenze sottocorticali quelle demenze (derivate soprattutto dal Morbo di Parkinson e dalla Corea di Huntington), che presentano blande manifestazioni sintomatiche e sono caratterizzate da:

- bradifrenia

- apatia

- depressione

- insorgenza tardiva dei disturbi a carico delle funzioni cognitive.

CLASSIFICAZIONE EZIOPATOGENETICA

Secondo una più recente ed accurata classificazione, che tiene conto non solo dell’area cerebrale di insorgenza della demenza bensì anche delle cause scatenanti la demenza nonché dei suoi modi propri di progressione, le demenze possono definirsi come:

- demenze primarie (Malattia di Alzheimer, Malattia di Pick, afasia primaria progressiva)

- demenze associate a degenerazione neuronale primitiva (Morbo di Parkinson, Corea di Huntington, sindromi extrapiramidali)

- demenze vascolari

- demenze da prioni (MCJ, encefalopatie spongiforme trasmissibili, insonnia familiare fatale)

- demenze da disturbi endocrino-metabolici (patologie tiroidee)

- demenze carenziali (pellagra, Sindrome di Wernicke-Korsakoff)

- demenze da encefalopatie tossiche

- demenze da malattie organiche (tumori, sclerosi multipla)

- demenze da infezioni (meningite, Morbo di Whipple).

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  • #1O’bennacer

    Ok!

    27 gen 2013, 07:19 Rispondi|Quota
  • #2O’Bennacer

    Che tipo di analisi ci vogliono per definire di che tipo di malattia?
    C’è qualche rimedio almeno così il paziente può fare una vita quasi normale?

    27 gen 2013, 07:21 Rispondi|Quota