Agopuntura e rischio infezioni

di Luca Bruno Commenta

Gli aghi utilizzati che, secondo i ricercatori, penetrando in profondità sotto l'epidermide, possono diventare, se non trattati con le dovute cure, degli agenti di infezione.

agopuntura

Un recente articolo comparso in questi giorni sulla rivista British Medical Journal, e scritto da ricercatori di Hong Kong riapre il dibattito su agopuntura e rischio di infezioni. Un dibattito che in questi anni si è particolarmente animato grazie al fatto che sono sempre di più le persone che si sottopongono a questo particolare tipo di cura alternativa.
La questione viene sollevata soprattutto per quanto riguarda la sicurezza degli aghi utilizzati che, secondo i ricercatori, penetrando in profondità sotto l’epidermide, possono diventare, se non trattati con le dovute cure, degli agenti di infezione.

Analizzando differenti studi, compiuti in tutto il mondo, i ricercatori dell’Università di Hong Kong evidenziano, tra i rischi maggiori le infezioni batteriche, che possono anche rivelarsi pericolose se non identificate e trattate in tempo.

L’agopuntura, come del resto tutte le altre forme di iniezione, può inoltre essere un veicolo di trasporto dell’epatite B.

Secondo gli autori del meta studio, molto spesso le infezioni causate dall’agopuntura non vengono rilevate a causa del fatto che il possibile periodo di incubazione, così sotto pelle, può essere anche lungo, e quindi spesso non facilmente associabile ad eventuali trattamenti di agopuntura sostenuti in passato.

Per prevenire le infezioni trasmesse dall’agopuntura, concludono i ricercatori, dovrebbero essere applicate misure di controllo come l’uso di aghi usa e getta, procedure di disinfezione della pelle, e la cura dell’ambiente e degli strumenti.

La sicurezza contro le infezioni comunque è sicuramente maggiore se il paziente si affida a praticanti specializzati e che hanno seguito un lungo iter di preparazione prima di intraprendere la carriera di agopuntore.

In questo caso, secondo recenti dati statistici riportati dalla British Association of Medical Acupuncturists, i casi di infezioni procurate dalle applicazioni sono nell’ordine di un caso ogni 200.000.

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