Sperimentazione genetica per la lotta alla malaria

di Luca Bruno Commenta

Modificando un gene si impedisce lo sviluppo del parassita nell'intestino della zanzara portatrice di malaria.

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Scienziati statunitensi sono riusciti a realizzare, grazie all’ingegneria genetica, una zanzara portatrice di malaria resistente al parassita che provoca la temibile malattia nell’uomo.
I ricercatori, provenienti dall’Università dell’Arizona, hanno introdotto un gene che va ad insediarsi nell’intestino dell’insetto, in modo tale da impedire al parassita di svilupparsi.
E, come riferiscono nello studio di recente pubblicato su PLoS Pathogens, tale meccanismo genetico riduce anche la durata della vita media degli insetti.

L’obiettivo finale, secondo gli autori, dovrebbe essere quello di introdurre nell’ambiente la zanzara resistente al parassita.
La sperimentazione è stata realizzata modificando un gene che ha un ruolo nella produzione di alcune molecole proteiche che permettono alle cellule della zanzara di comunicare tra loro.

Una proteina indispensabile per lo sviluppo dei parassiti nell’organismo della zanzara.

La modifica genetica ha aumentato in maniera artificiale la produzione di questa proteina, compromettendo in questo modo il processo con il quale si insediavano i parassiti, e riducendo anche la durata della vita dell’insetto.

La squadra di ricercatori è stata anche in grado di “taggare” con un colore fluorescente il gene, in modo tale da verificare anche visivamente la sua espressione nel corpo della larva di zanzara.

Secondo i ricercatori questa è la prima volta che un’equipe scientifica è stata in grado di bloccare completamente lo sviluppo del parassita nel corpo di una zanzara.

Un importante passo avanti che permetterebbe, dopo ulteriori prove, di avere uno strumento in più nella lotta contro la malaria, un male che ancora affligge diverse regioni nel mondo, in particolare Africa ed Asia.

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