Aumentare gli omega 3 nel latte materno grazie al salmone

di Vito Verna Commenta

Il tutto, naturalmente ed ovviamente, grazie al latte materno che, proprio grazie ad una dieta particolarmente ricca di salmone, potrebbe diventare estremamente carico di acidi grassi omega 3.

Aumentare gli omega 3 nel latte materno grazie al salmone

I benefici del salmone, pesce quanto mai grasso, sostanzioso e ricco di acidi grassi omega 3, sostanza che più di altre potrebbe contribuire a contrastare la formazione di qualsiasi neoplasia maligna sono ormai noti ed apprezzati dalla maggior parte della popolazione italiana che, fortunatamente, ne consumerebbe in grandi quantità.

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Non tutti, però, sarebbero a conoscenza del fatto che, in realtà, sin da neonati sarebbe possibile assumere importanti quantitativi di acidi grassi omega 3 così che il nostro corpo possa venir protetto sin dai primissimi giorni della nostra vita.

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Il tutto, naturalmente ed ovviamente, grazie al latte materno che, proprio grazie ad una dieta particolarmente ricca di salmone, potrebbe diventare estremamente carico di acidi grassi omega 3.

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La conferma che la dieta della madre influisca, sin dalla più tenera età, sullo sviluppo e sulla salute del neonato giunge in questo caso dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Università di Reading e dell’Università di Southampton, entrambe nel Regno Unito, che, negli scorsi mesi, avrebbero inteso verificare l’ipotesi che il salmone, se assunto durante tutto il periodo della gravidanza, possa migliorare il contenuto di omega 3 nel latte sino a 30 giorni dopo il parto.

Attenzione, però, ai possibili effetti collaterali.

Una dieta ad esclusiva base di salmone (ovverosia nella quale si preferisca il salmone a qualsiasi altro tipo di pesce), potrebbe infatti contribuire, purtroppo, alla riduzione degli anticorpi, in particolare delle immunoglobuline A, presenti nel latte con effetti forse indesiderati ma non ancora perfettamente analizzati.

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