Vita in alta quota possibile grazie ad alcuni geni

di Luca Bruno Commenta

Il motivo per cui i tibetani riescono a vivere ad alte quote potrebbe essere spiegato grazie alla genetica.

tibetano

“Un bell’esempio di darwinismo”, così il professor Hog Montgomery dell’Università di Londra ha commentato il recente studio condotto da ricercatori dell’Università dello Utah che hanno scoperto come i tibetani abbiano almeno 10 geni che risultano utili per vivere ad altitudini elevate.
La ricerca, pubblicata su Science, potrebbe in futuro essere utile per orientare strategie di cura e terapie per trattare sintomi e malattie causate dall’alta quota.

La malattia da alte quote è la denominazione con la quale vengono identificati gli effetti negativi che incorrono all’organismo umano quando si trova ad alta quota, tra le quali la più evidente è la carenza di ossigeno, che può portare complicazioni polmonari e/o cerebrali in grado di colpire anche l’alpinista più in forma.

Alcune popolazioni, come i tibetani, nativi in luoghi di alta montagna, sembrano essere immuni dagli effetti negativi provocati dalla carenza di ossigeno, ed i ricercatori hanno voluto approfondire se alla base di ciò ci siano fattori genetici.

Ed ‘ proprio quello che hanno scoperto, analizzando campioni di DNA prelevato da 75 tibetani che vivono a 4500 metri sul livello del mare.

La squadra di ricercatori statunitensi, in collaborazione con la Medical School University di Qinghai, in Cina, ha poi confrontato il codice genetico prelevato con quello di campioni di popolazione cinese e giapponese che vive in pianura.

10 sono stati i geni identificati che potrebbero entrare in gioco, dei quali due in particolare sembrano avere un ruolo fondamentale nell’abbassare i livelli di emoglobina nel sangue, un effetto che migliora la capacità dell’organismo di sopportare la vita in alta quota e contrastare il rischio di malattia da alta quota.

Secondo i ricercatori, dallo studio emerge come i tibetani studiati dimostrano uno scarso sviluppo del numero dei globuli rossi.

Al di là della questione genetica ed etnica, lo studio è importante perchè aiuta a capire come le persone possano convivere con la scarsità di ossigeno senza incorrere in rischi per la salute come insufficienza cardiaca o malattie polmonari.

Comprensione che potrebbe portare allo sviluppo di specifici trattamenti terapeutici in grado di aiutare coloro che per diverse ragioni si trovano in ambienti a basso contenuto di ossigeno.

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