La procreazione assistita influenza il sesso dei nascituri

di Elena Botta Commenta

Pare che i trattamenti di fecondazione assistita possano influenzare il sesso dei nascituri

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Pare che alcuni dei trattamenti di fecondazione assistita possano influenzare il sesso dei nascituri in misura così è elevata che un maggiore ricorso alle procedure potrebbe distorcere gli equilibri di genere, creando seri problemi demografici. Alcuni ricercatori australiani hanno constatato che un particolare tipo di fecondazione in vitro aumenta esponenzialmente le possibilità di concepire un figlio maschio fino al 56% mentre un altro tipo di fecondazione la riduce del 48,7%.
Questo effettivamente potrebbe creare dei problemi se si riflettesse attraverso la popolazione , anche se per ora non è abbastanza marcato da poter essere utilizzato dalle neo coppie per la scelta del esso del nascituro.



Questa ricerca pubblicata sulla rivista medica International Journal of Obstetrics and Gynaecology, ha messo il punto su due variabili che sono state identificate come determinanti per il sesso: il tipo di procedura di fecondazione in vitro e la durata di tempo in cui l’ovulo fecondato viene lasciato sviluppare prima di essere trapiantato all’interno dell’utero.
Questo procedimento in cui viene consentito all’ovulo e agli spermatozoi di combinarsi aumenta il tasso di percentuale dei nascituri di sesso maschile del 53%.
Invece l’ iniezione intracitoplasmatica di sperma, in cui gli spermatozoi vengono iniettati artificialmente nell’ ovulo, riduce la probabilità di una nascita maschile del 50%.
Il trasferimento dell’ovulo fecondato dopo due o tre giorni riduce questa probabilità mentre invece un ritardo di due o tre giorni può aumentarlo in modo esponenziale.

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