La morte del premio Nobel Renato Dulbecco

di Vito Verna Commenta

E' morto nella notte, in California, il Premio Nobel italiano per la Medicina e la fisiologia Renato Dulbecco.

Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia, membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma, membro onorario della Royal Society di Londra, laureato honoris causa presso l’Università di Yale, vincitore del premio Lasker per le Scienze Biologiche e Mediche.

SCOVATO IL GENE RESPONSABILE DEGLI ICTUS

Questo il curriculum, quanto mai prestigioso, di Renato Dulbecco, forse uno dei più importanti e famosi uomini di scienza italiani che, deluso dal palese disinteresse italiano per le proprie ricerche, decise di vivere, e morire, presso l’Istituto Salk, fatto costruire dal virologo realizzatore del primo vaccino contro la poliomielite Jonas Salk (colui che, riferendosi alla propria scoperta, affermò: “Non c’è brevetto. Si potrebbe brevettare il sole?”) a La Jolla, in California.

INDIVIDUATO IL GENE CHE REGOLA IL SONNO

Eppure, per chi ancora non lo sapesse, le ricerche di Renato Dulbecco avrebbero consentito all’umanità non soltanto di individuare il meccanismo d’azione dei cosiddetti virus oncogeni, svelandone e chiarendone il funzionamento, bensì anche di mappare e sequenziare l’intero corredo genetico umano o, in altre parole, il DNA.

LO STRESS PUO’ MODIFICARE IL DNA

Sua l’idea, proposta all’intera comunità scientifica internazionale nel 1986 dalle colonne della rivista scientifica Scienze, che nel 2003 porterà il Genome Bioinformatics Group della UCSC (Università della California, Santa Cruz), grazie al sostegno economico e scientifico dei National Institutes of Health (realtà istituzionale equivalente all’Istituto Superiore di Sanità italiano) e dopo oltre 13 anni di ricerca, alla pubblicazione dei dati del Progetto Genoma Umano, uno dei più importanti mai portati a termine dell’umanità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>