La distrofia muscolare si cura con le cellule staminali

di Vito Verna Commenta

Un team di ricercatori italiani avrebbe infatti recentemente pubblicato i risultati dell'interessante sperimentazione grazie alla quale sarebbero riusciti a dimostrare, apparentemente definitivamente ed inconfutabilmente, come le cellule staminali sarebbero effettivamente in grado di rigenerare muscoli e tessuti ripristinandone le originarie funzionalità.

La distrofia muscolare si cura con le cellule staminali

Tutte le forme di distrofia muscolare attualmente conosciute dalla medicina, compresa, dunque, la terribile distrofia di Duchenne, che, come forse saprete, rappresenterebbe, a livello di incidenza sull’uomo, il 50% di tutte le possibili varianti della patologia genetica oggi alla nostra attenzione e causerebbe, soventemente, il decesso del paziente, entro la seconda decade, a causa delle complicazioni respiratorie alla quale inevitabilmente condurrebbe, potrebbero ben presto trovare una cura che, in realtà, avrebbe già dimostrato, per lo meno su modello murino una notevole ed indiscussa efficacia.

TERAPIE SPERIMENTALI CONTRO LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE

Un team di ricercatori italiani, tutti facenti riferimento all’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico San Raffaele di Milano, avrebbe infatti recentemente pubblicato, sulle colonne della prestigiosa rivista scientifica Science Translational Medicine, una delle più influenti di tutti gli Stati Uniti d’America, i risultati dell’interessante sperimentazione grazie alla quale sarebbero riusciti a dimostrare, apparentemente definitivamente ed inconfutabilmente, come le cellule staminali, se opportunamente modificate geneticamente, sarebbero effettivamente in grado di rigenerare muscoli e tessuti ripristinandone le originarie funzionalità.

UNA NUOVA FRONTIERA NELLA CURA ALLA DISTROFIA MUSCOLARE

In particolar modo, stando a quanto riportato dai responsabili del programma di ricerca oggi alla nostra attenzione, i ricercatori italiani avrebbero geneticamente manipolato alcune cellule umane, ovverosia fibroblasti e mioblasti, così da indurle a differenziarsi in mesoangioblasti, particolari cellule staminali del sistema cardiocircolatorio virtualmente in grado di riparare qualsiasi tessuto virtualmente danneggiato da qualsiasi patologia, che sarebbero poi stati trapiantati in alcune cavie da laboratorio affette da distrofia dei cingoli di tipo LGM2D che, da questo particolare trattamento, che sfrutterebbe non già vere e proprie cellule staminali bensì cellule staminali, artificiali e pluripotenziate, create a partire da normalissime cellule somatiche, avrebbero tratto immediatamente beneficio.

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