I retrovirus si sono evoluti insieme ai mammiferi

di Luca Bruno Commenta

I resti di un virus fossile, simile in tutto e per tutto al virus dell'HIV, è stato scoperto nel genoma di una specie di bradipo diffuso nelle foreste sudamericane, il Choloepus hoffmanni.

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I resti di un virus fossile, simile in tutto e per tutto al virus dell’HIV, è stato scoperto nel genoma di una specie di bradipo diffuso nelle foreste sudamericane, il Choloepus hoffmanni. La ricerca è stata condotta da ricercatori dell’Università di Oxford, ed è stata pubblicata sulla rivista Science di quest’ultima settimana.
Grazie al fatto che questo mammifero vive in una condizione di particolare isolamento, geografico e genetico, il suo genoma, ovvero il corredo di cromosomi contenuto dalle cellule di un individuo, ha potuto offrire ai ricercatori la possibilità di studiare un corredo genetico molto significativo per comprendere le trasformazione genetiche nel corso dell’evoluzione, il funzionamento dei sistema immunitario ed anche i tipi di virus con cui essi dovevano combattere.

Quando i retrovirus si replicano, sono in grado di integrarsi all’interno dei cromosomi della cellula ospitante.

Se ciò avviene in cellule germinali, il DNA del virus integrato nei cromosomi può quindi essere trasmesso dai genitori ai figli, fino a diventare, dopo un certo periodo di tempo, parte integrante del patrimonio genetico della specie che lo ospita.
Il processo, che si potrebbe definire con il termine di “endogenizzazione”, si è verificato ripetutamente nel corso dell’evoluzione dei mammiferi, coinvolgendo in ciò diverse famiglie di retrovirus.

Tale processo ha fatto si che nel genoma dei mammiferi si possono trovare tracce dell’integrazione dei retrovirus. Per esempio, nel genoma umano tali tracce sono presenti nella misura dell’8%.

Nel genoma del bradipo i ricercatori hanno individuato le prove della presenza di resti fossilizzati di un gruppo di retrovirus complessi, denominati spumavirus, che assomigliano a quelli della famiglia dei lentivirus, tra i quali si trovano il virus dell’HIV, per esempio, ed il simian virus.

Questa ricerca, insieme con altre precedenti che avevano trovato prove della presenza di virus simili nei conigli e nei lemuri, suggerisce che, sin dai primordi dell’evoluzione i mammiferi hanno avuto a che fare con gli antenati degli attuali retrovirus complessi, come quelli dell’HIV.

La comprensione dello storico conflitto tra l’organismo dei mammiferi, in particolare del sistema immunitario, ed i retrovirus, potrebbe essere di aiuto nello sviluppare nuove metodologie di lotta contro il virus dell’HIV.

E potrebbe anche individuare il perchè alcuni di essi, passando da una specie di mammiferi ad un’altra sono in grado di scatenare epidemie pericolose, come la recente pandemia provocata dal virus dell’influenza suina H1N1, ed altri che, invece, pur trasmettendosi da una specie ad un altra, non scatenano forme epidemiche nei nuovi mammiferi che li ospitano.

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