Viagra contro la sclerosi multipla

di Elena Botta 2

Oggi invece arriva dall'università di Barcellona, una ricerca che dimostra una riduzione drastica della sclerosi multipla grazie alla somministrazione di Viagra

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Spesso ci siamo occupati di sclerosi multipla, in modo particolare abbiamo spesso trattato il legame che c’è tra la sclerosi e le vene ridotte nel cervello, che è la teoria innovativa del dottor Paolo Zamboni, il quale sostiene che vi sia una stretta correlazione tra la sclerosi e la CCSVI.
Oggi invece arriva dall’università di Barcellona, una ricerca che dimostra una riduzione drastica della sclerosi multipla grazie alla somministrazione di Viagra.



Questo studio che è stato pubblicato su Acta Neuropathologica ha riscontrato che sulle cavie animali affette dalla sclerosi, la malattia è scomparsa nel 50 per cento dei casi, dopo solo otto giorni di trattamento.
I ricercatori hanno visto che con un trattamento giornaliero a base di sildenafil (quello che comunemente viene venduto come Viagra), dopo l’insorgenza della malattia, ha ridotto i sintomi fino a farli scomparire del tutto, con un recupero completo nella metà delle cavie a ci è stato sottoposto il trattamento.
Questo perchè il farmaco ha ridotto l’infiltrazione delle cellule infiammatorie all’interno del midollo spinale, riducendo i danni al assone della cellula nervosa e permettendo una veloce riparazione della mielina.
Il Sidenafil, il Tadalafil (conosciuto come Cialis) e il Vardenafil (Levitra), sono dei vasodilatatori che vengono utilizzati per le disfunzioni erettili e per combattere l’ipertensione arteriosa polmonare, ma sembra che abbiano anche delle proprietà neuroprotettive che potrebbero essere utilizzate anche per delle neuropatologie acute come l’ictus o patologiche come il morbo di Alzheimer.

Commenti (2)

  1. Io uso (purtroppo) Levitra per curare i miei problemi di disfunzione erettile. Devo dire che mi trovo molto bene e lo considero un ottimo farmaco anche per l’assenza di effetti collaterali. Lo consiglio vivamente a chi soffre di questi problemi ahimè molto avvilenti per un uomo.
    detto questo, non sarebbe male nell’eventualità “curare” 2 patologie al tempo stesso…

  2. Salve, potresti postare i nomi dei ricercatori o (meglio ancora) l’abstract del lavoro?
    grazie,
    Dimitri

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