Sovradosaggio paracetamolo può essere fatale

di Vito Verna Commenta

Come il paracetamolo può causare la morte per overdose.

Moltissimi di noi conoscono, per averlo assunto personalmente, il paracetamolo, altrimenti noto sotto il nome commerciale di Tachipirina, un principio attivo, dei più comuni ed utilizzati, poiché in grado di curare i disagi causati da numerose, nonché banali, patologie, quali quelle da raffreddamento, o di aiutare il paziente a meglio sopportare stati di dolore cronico.

USO E FUNZIONAMENTO DEL PARACETAMOLO

Tale diffusione è dovuta, in parte, alla presunta mancanza di tossicità della molecola che, sino ad oggi, si riteneva essere pericolosa, ma non fatale, soltanto nel caso in cui fosse assunta in dosi maggiori rispetto a quelle consigliate dal medico o dal foglietto illustrativo.

Proprio oggi, infatti, sono stati pubblicati alcuni studi britannici sull’argomento, condotti dall’Università di Edimburgo e pubblicati sul Journal of Clinical Pharmacology, che dimostrerebbero, inconfutabilmente, come il paracetamolo possa, a dosaggi inferiori a quelli universalmente creduti quali potenzialmente dannosi, essere potenzialmente mortale e come, in Gran Bretagna, la principale causa di insufficienza epatica acuta, patologia non grave ma sicuramente debilitante per l’intero organismo, sia da attribuirsi proprio all’abuso di paracetamolo.

USO E FUNZIONAMENTO DELLA MELATONINA

Proprio per questi motivi, dunque, i medici inglesi autori della ricerca di cui sopra, avrebbero proposto di abbassare la soglia d’attenzione dai 4 ai 3,25 grammi al giorno per individuo adulto, considerando questo valore quale quello limite da non superarsi se non dietro prescrizione medica e a causa di comprovati motivi clinici che lo richiedano.

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Il problema principale, secondo gli esperti, sarebbe quello che, pur mettendo in pratica tutte le precauzioni del caso, a causa del particolare meccanismo di funzionamento e sintesi del paracetamolo, il paziente potrebbe andare in overdose da paracetamolo pur non assumendone la quantità massima possibile in un’unica soluzione.

Ciò aumenterebbe, sempre secondo quanto dichiarato in base all’indagine clinica di cui sopra, le possibilità, per il paziente congiuntamente affetto da  insufficienza epatica grave, di morte nei confronti dei pazienti mai andati in overdose.

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