Robot-lombrichi per i tumori cerebrali

di Vito Verna Commenta

Il tutto, naturalmente, senza nemmeno sfiorare la materia cerebrale ancora perfettamente sana.

Robot-lombrichi per i tumori cerebrali

L’idea di creare un microscopico lombrico-robo, capace di insinuarsi, senza creare alcun tipo di danno, sin nelle più inaccessibili cavità cerebrali, potrebbe essere stata suggerita a Jean-Marc Simard, neurochirurgo di fama mondiale che, ormai da tempo, si farebbe assistere nei propri interventi dai più evoluti e ricercati ritrovati tecnologici di ultima generazione, dalla celeberrima saga di Matrix.

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E’ però, come confermato da tutti gli esperti del settore, veramente geniale poiché MINIR (ovverosia Minimally-Invasive Neurosurgical Intracranial Robot), questo il nome dell’ambizioso progetto, sarebbe letteralmente in grado di arrivare li dove nessun uomo, ne nessun altro robot, sarebbe mai stato in grado di arrivare prima.

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Stiamo parlando, ovviamente, delle profondità cerebrali che tutti i neurochirurghi del mondo avrebbero paura ad esplorare a causa del timore, giustificatissimo, di ledere quale area cerebrale di fondamentale importanza quali quelle, a titolo puramente esemplificativo, deputate al controllo della parola, al controllo dei movimenti ed al controllo della capacità cognitive.

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Ciò, fortunatamente, potrebbe non essere più un problema, entro una decina di anni, poiché MINIR, grazie alla proprie eccezionali caratteristiche, ovverosia flessibilità, precisione, delicatezza ed estrema capacità di snodarsi in ogni direzione, sarebbe in grado di accedere al cervello grazie ad una minuscola perforazione, evenienza che, inoltre, ridurrebbe l’entità e la profondità dell’incisione, e da li strisciare, tra i meandri del nostro cervello, sino a raggiungere il tumore maligno così da rimuoverlo, completamente, e permettere la completa guarigione del paziente.

Il tutto, naturalmente, senza nemmeno sfiorare la materia cerebrale ancora perfettamente sana.

Ad oggi, come dichiarato dal proprio creatore, MINIR sarebbe ancora in fase sperimentale (i primi test sull’uomo potranno venir effettuati non prima dei prossimi tre anni), ma sarebbe stato in grado di rimuove, senza alcuna conseguenza o effetto collaterale, addirittura il 95% di tutti i tumori, naturalmentre su modello murino, che avrebbe avuto modo di operare.

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