Riparare il cuore dopo un infarto

di Fabiana Commenta

Un gruppo di ricerca di Trieste ha identificato i microRNA, frammenti di materiale genetico che ricostruiscono il cuore

Riparare il cuore dopo un infarto? Non sembrerebbe più un’ipotesi lontana, ma  potrebbe diventare ben presto uno scenario molto concreto e reale grazie a uno studio tutto italiano condotto da un gruppo di ricercatori del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie dell’Unido a Trieste, guidato dal professor Mauro Giacca.

La scoperta dei ricercatori riguarda la scoperta dei microRNA, piccole molecole di materiale genetico che, una volta iniettate nel cuore, sarebbero in grado rimettere in moto la replicazione delle cellule del cuore e di stimolarne di conseguenza la riparazione del danno. Non si formerebbe la classica cicatrice, ma ci sarebbe la formazione di nuove cellule cardiache. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato effettuato sui topi e non resta altro che sperimentarlo anche sull’uomo. Il gruppo di ricercatori ha lavorato dieci anni prima di raggiungere questo importante traguardo. Il prossimo obiettivo del gruppo di ricerca è di riuscire ad ottenere un farmaco che possa essere iniettato nel cuore danneggiato dall’infarto per favorirne la ricostruzione: secondo il gruppo di Giacca si tratta di un obiettivo concreto e molto vicino.

Tentare di riparare un cuore danneggiato dalle patologie cardiache o semplicemente dall’età, oggi rappresenta uno degli obiettivi più importanti della ricerca medica: attualmente una persona su tre muore a causa di una patologia cardiovascolare e secondo i dati recenti nel mondo ci sono 17 milioni di vittime per malattie cardiache, l’80 per cento delle quali nei Paesi in via sviluppo.

 

Foto Thinkstock

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