Prevenire la meningite B grazie ad un vaccino sperimentale

di Vito Verna Commenta

La prevenzione risulterebbe essere in questo specifico caso davvero di fondamentale importanza e sarebbe finalmente divenuta completa e definitiva per lo meno nei confronti delle meningiti batteriche da meningococco di tipo A, B, C, Y e W135.

Prevenire la meningite B grazie ad un vaccino sperimentale

 

La meningite, come certamente saprete, sarebbe una terribile patologia, diffusa soprattutto in Africa, dove ormai sarebbe divenuta, per lo meno in talune zone fortemente sovraffollate così come fortemente arretrare, endemica, ed in Europadove colpirebbe, purtroppo nella maggior parte dei casi con un decorso infausto, centinaia, se non addirittura migliaia, di persone tra le quali bisognerebbe certamente annoverare moltissimi bambini se non addirittura numerosi neonati.

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La malattia, lo si capisce da sé, sarebbe dunque tra le più severe e le più gravi tra tutte quelle conosciute dall’uomo che, nella maggior parte dei casi, non avrebbe letteralmente il tempo di agire, nel più adeguato dei modi, affinché la patologia possa venir accuratamente trattate e, nel minor tempo possibile, possa dunque regredire sino a scomparire.

Colpa, purtroppo, dei sintomi decisamente blandi grazie ai quali la meningite si presenterebbe a poche ore dalla propria insorgenza, sintomi talmente blandi, tra i quali potremmo sicuramente citare la cefalea piuttosto che l’emicrania o la fotofobia, da poter spesso trarre in inganno anche il medico maggiormente esperto, che andrebbero però ad aggravarsi, senza lasciare speranze al paziente nelle forme più virulente ed acute, nel giro di 48 – 72 ore.

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La prevenzione, dunque, risulterebbe essere in questo specifico caso davvero di fondamentale importanza e, grazie agli studi condotti dagli esperti ricercatori dell’Università dell’Australia Occidentale di Perth, capitale dell’omonimo Stato federato, sarebbe finalmente divenuta completa e definitiva per lo meno nei confronti delle meningiti batteriche da meningococco di tipo A, B, C, Y e W135.

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I microbiologi australiani, come riportato in questi giorni dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet: Infectious Disease (facente parte del noto e celeberrimo gruppo Lancet Publishing Group edito da Elsevier), sarebbero infatti riusciti ad isolare, in seguito ad un approfonditissimo studio che avrebbe coinvolto, tra le altre cose, un variegato e sostanzioso gruppo di teenager australiani, polacchi e spagnoli, una molecola in grado di agire quale vaccino del sierogruppo meningococcico B che, nel 90% dei casi, avrebbe davvero agito, come promesso, aiutando l’organismo a sviluppare gli anticorpi adeguati a contrastare un’eventuale infezione di meningite meningococcica di tipo B.

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