Nuove ricerche su un farmaco anti cancro

di Luca Bruno Commenta

Gli scienziati hanno scoperto come funziona un farmaco, ricavato da alcuni funghi parassiti, e che in passato si è rivelato essere efficace nella cura dei tumori.

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Gli scienziati hanno scoperto come funziona un farmaco, ricavato da alcuni funghi parassiti, e che in passato si è rivelato essere efficace nella cura dei tumori.
Pubblicata su Journal of Biological Chemistry, la scoperta viene dai ricercatori dell’Università di Nottingham, che sono convinti che questa ricerca permetterà in futuro di rendere farmaci analoghi a questo ancora più efficaci ed utili.

La cordicepina, questo il nome della sostanza, conosciuta già nell’antica medicina cinese, originariamente veniva ricavato da una rara specie di fungo parassita che vive sui bruchi.

Il fungo, cordyceps era già noto ai ricercatori sin dagli anni ’50, data della prima pubblicazione scientifica al riguardo.

Anche se il farmaco si dimostra essere una grande promessa, fino ad oggi la sua azione è risultata poco efficace perchè la sostanza si degrada rapidamente nel corpo. Per renderla più efficace, è necessario appaiarlo con un altro farmaco che, però, porta ad effetti collaterali che ne limitano le potenzialità.

I ricercatori hanno dunque voluto osservare approfonditamente come funziona a livello cellulare la cordicepina, per individuare se fosse possibile utilizzare altri farmaci che abbiano lo stesso tipo di azione.

La cordicepina, secondo quanto scoperto dai ricercatori in esperimenti di laboratorio, produce due effetti differenti sulle cellule: a basso dosaggio inibisce la crescita incontrollata e la divisione cellulare, interferendo con la produzione di mRNA, la molecola che contiene le istruzioni sull’assemblaggio delle proteine.

Ad alti dosaggi il farmaco impedisce che le cellule aderiscano l’una all’altra, interferendo sulla produzione di proteine, e bloccandone la crescita.

Entrambi questi effetti, secondo i ricercatori, sono provocati dallo stesso meccanismo di base.

E questa ricerca, concludono, è una prova evidente di come, approfondendo questioni fondamentali di biologia si possono trovare soluzioni a problemi ancora senza risposta come, appunto, il modo di trattare farmacologicamente i tumori.

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