Microscopio elettronico per effettuare le biopsie

di Vito Verna Commenta

Una delle tecniche diagnostiche maggiormente utilizzate e diffuse in medicina, come certamente qualcuno di voi sicuramente saprà, sarebbe quella della biopsia.

Microscopio elettronico per effettuare le biopsie

Una delle tecniche diagnostiche maggiormente utilizzate e diffuse in medicina, come certamente qualcuno di voi sicuramente saprà, sarebbe quella della biopsia.

CENTRI ECCELLENZA CARDIOCHIRURGIA

Codesta tecnica, naturalmente invasiva, consisterebbe nell’asportazione, mediante alcune differenti e particolarissime procedure, di un’infinitesimale porzione del tessuto duro (quale potrebbe essere, a titolo puramente esemplificativo, un osso) o del tessuto molle (quale potrebbe essere, a titolo puramente esemplificativo, una mucosa) che necessiterebbe di più approfondite ed accurate indagini che certifichino la presenza e la caratteristiche di una particolare e sospettata patologia.

CENTRI ECCELLENZA CHIRURGIA GENERALE

Trattandosi di un vero e proprio intervento chirurgico, con tanto di anestesia totale e conseguente incisione di una comunque consistente porzione di tessuti ed organi, il paziente che, per esempio a causa di una malattia oncologica, dovesse sottoporsi a numerose biopsie allo scopo di accertare, con accuratezza assoluta, il propri stato di salute, verrebbe comunque esposto a dei rischi che, per quanto minimi, sarebbe in ogni caso consigliabile cercare di evitare.

CENTRI ECCELLENZA OSTETRICIA E GINECOLOGIA

Ciò sarebbe possibile, com’è logico e intuibile, solamente nel caso in cui si riuscisse a creare uno speciale microscopio elettronico a scansione che riesca ad analizzare il tessuto lesionato da una qualsiasi patologia senza che questo venga fisicamente rimosso dal paziente.

Ebbene, stando a quanto comunicato dai principali quotidiani nazionali ed internazionali, ciò sarebbe recentemente divenuti realtà grazie allo sforzo ed all’impegno di un team di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia che, coordinati dal professor Paolo Bianchini, avrebbero unito le potenzialità della microscopia a fluorescenza del nanoscopio ottico STED alla capacità di penetrazione garantita dal microscopio a doppio fotone 2PE creando un microscopio elettronico, definito  SW-2PE-STED, in grado di analizzare, con accuratezza e precisione millimetrica, anche i più profondi e nascosti tessuti umani.

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