L’autunno freddo anticipa l’arrivo dell’influenza

di Vito Verna Commenta

Nessuna reazione smodata, dunque, nel caso in cui si venga colpiti da uno o più di questi virus parainfluenzali giacché, sempre a detta di Fabrizio Pregliasco, per guarire: "non serve null'altro che l'automedicazione responsabile per ridurre l'intensità dei sintomi".

L'autunno freddo anticipa l'arrivo dell'influenza

Piogge torrenziali e drastico abbassamento delle temperature medie.

PREVENIRE L’INFLUENZA STAGIONALE 2011-2012

Le prime giornate di settembre, quest’anno, sembrano già quelle di un autunno oltre modo inoltrato che, oltre al freddo ad alle piogge, porta con sé anche i primi, terribili, sintomi della futura e ventura influenza stagionale che, senza farsi assolutissimamente attendere, avrebbe già costretto a letto quasi 80.000 italiani.

CURARE L’INFLUENZA STAGIONALE 2011-2012

Certo, com’è logico, non si tratta di vera e propria influenza quanto di patologie dovute all’azione dei più differenti virus simil-influenzali che, fortunatamente, non arrecheranno, con l’esclusione di un generalizzato malessere, davvero alcun danno alla popolazione.

SINTOMI INFLUENZA STAGIONALE 2011-2012

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, avrebbe a tal proposito dichiarato: “Questo è il periodo ideale per i virus simil-influenzali che approfittano delle escursioni termiche. Sono talmente tanti che non basta una vita per conoscerli tutti. Quando lo sbalzo di temperatura abbassa le difese e le vie aree sono meno presidiate, partono all’attacco. I ‘danni’ sono variabili: ogni virus ha manifestazioni diverse. Ma non dobbiamo aspettarci il febbrone da cavallo. Piuttosto mal di gola, faringite, naso chiuso o che cola”.

Sintomi che durano 3 o al massimo 4 giorni, con qualche strascico.

Nessuna reazione smodata, dunque, nel caso in cui si venga colpiti da uno o più di questi virus parainfluenzali giacché, sempre a detta di Fabrizio Pregliasco, per guarire: “non serve null’altro che l’automedicazione responsabile per ridurre l’intensità dei sintomi”.

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