Individuato l’inibitore che blocca il desiderio di fumare

di Vito Verna Commenta

Quale che sia la strategia di uscita dal fumo adottata dall'individuo, infatti, nessun fumatore può mai dirsi sicuro, oltre ogni ragionevole dubbio, di aver definitivamente smesso di fumare e anche avesse egli smesso da diversi anni, non potrà mai dire di essere un ex fumatore.

Individuato l'inibitore che blocca il desiderio di fumare

Smettere di fumare, per quanto importante sia per la propria ed altrui salute, purtroppo non basta nella maggior parte dei casi.

SCOPERTO IL MECCANISMO ANTITUMORALE DELL’ASPIRINA

Quale che sia la strategia di uscita dal fumo adottata dall’individuo, infatti, nessun fumatore può mai dirsi sicuro, oltre ogni ragionevole dubbio, di aver definitivamente smesso di fumare e anche avesse egli smesso da diversi anni, non potrà mai dire di essere un ex fumatore.

ASPIRINA RIDUCE RISCHIO TUMORE AL SENO

Eclatanti, e ormai conosciutissimi, sono i casi in cui un fumatore, pur avendo smesso da numerosi mesi, se non addirittura da numerosi anni, improvvisamente ricada nel vizio di cui sopra giacché, per quanto si creda il contrario, il desiderio della sigaretta e la dipendenza da nicotina non possono mai venir definitivamente sconfitte e sempre lavoro sottopelle aspettando di rivelarsi.

ASPIRINA UTILE CONTRO I TUMORI

Un fumatore, quand’anche non fumi più, e pur sempre, e purtroppo per sempre, un fumatore.

Tutto questo, però, potrebbe ben presto cambiare grazie ad una sorprendente ricerca, condotta dagli esperti canadesi del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto, che avrebbe recentemente dimostrato l’esistenza, a livello cerebrale e neuronale, di un particolare inibitore che, evitando l’attivazione, o meglio il collegamento, tra i due neurorecettori stimolati dalla nicotina, sarebbe altresì in grado di bloccare, permanentemente ed indiscutibilmente, il desiderio di fumare legato alla dipendenza dalla nicotina.

La sperimentazione, al momento condotta solamente su modello murino, avrebbe però dimostrato, in modo pressoché inconfutabile, che nelle cavie ex “fumatrici” (ovverosia nelle cavie dapprima abituate a somministrarsi nicotina e successivamente private della nicotina stessa), l’uso del su indicato inibitore avrebbe ridotto, ove non addirittura azzerato, il numero delle ricadute.

Photo Credits | Getty Images

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