Il veleno di un ragno per combattere la disfunzione erettile

di Luca Bruno Commenta

Gli scienziati potrebbero aver scoperto un nuovo modo per trattare la disfunzione erettile usando il veleno di un ragno mortale.

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Gli scienziati potrebbero aver scoperto un nuovo modo per trattare la disfunzione erettile usando il veleno di un ragno mortale. Si tratta di un insetto, nigriventer Phoneutria, molto diffuso soprattutto in Brasile, e considerato tra i ragni più velenosi al mondo.
L’attenzione degli scienziati si è appuntata su questo ragno perchè una delle conseguenze del suo morso nell’uomo è un erezione dolorosa che dura anche alcune ore, a che in seguito può portare all’impotenza.
Per approfondire la questione un equipe di scienziati ha presentato i risultati di una ricerca alla recente conferenza della American Heart Association’s on High Blood Pressure Research di Chicago.

Gli scienziati hanno voluto sperimentare, su animali da laboratorio, quali siano gli effetti sull’organismo della tossina contenuta nel veleno del ragno, conosciuta come TX2-6.

Una volta isolata la tossina, questa è stata sottoposta ad una etichettatura radioattiva, che permettesse di verificarne la presenza negli animali.

Iniettata su ratti con problemi di alta pressione e gravi disfunzioni erettili, questi hanno dimostrato sotto lo stimolo della tossina, la presenza elevata di livelli di ossido nitrico (monossido di azoto), che gioca un ruolo importante nella vasodilatazione e quindi nell’erezione del pene.

L’ossido nitrico è la sostanza chimica la cui produzione viene stimolata nell’organismo umano da farmaci come Viagra, Levitra o Cialis, che dalla fine degli anni ’90 sono stati commercializzati proprio per combattere la disfunzione erettile.

Il veleno del ragno dunque lavora sulla stessa sostanza chimica, anche se per ora i ricercatori sono ancora all’oscuro dei meccanismi profondi dell’azione della tossina.

Se è ancora molto presto per pensare che un trattamento contro la disfunzione erettile possa essere ricavato dal veleno del ragno, è anche vero che le premesse perchè un giorno ciò possa avverarsi ci sono.

E’ necessario ampliare ed approfondire gli studi in merito. Uno dei motivi per cui esso potrebbe risultare efficace è, per esempio, il suo utilizzo da parte di persone che non possono usare, per diversi motivi, i farmaci attualmente in circolazione.

Fonte HealthNews

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