ADHD

di Luca Bruno 8

Adhd è un acronimo inglese che indica un disturbo, la sindrome da deficit di attenzione ed iperattività, che è stato individuato da un gruppo di psichiatri nei bambini.

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Adhd è un acronimo inglese che indica un disturbo, la sindrome da deficit di attenzione ed iperattività, che è stato individuato da un gruppo di psichiatri nei bambini. Tale disturbo si manifesterebbe attraverso l’incapacità dei bambini di avere un comportamento adeguato, e una condotta ragionevole nelle relazioni sociali, il che li spingerebbe ad avere scarsi risultati dal punto di vista dell’apprendimento e difficili relazioni sociali a causa della loro iperattività, dalla mancanza di concentrazione, e dall’impulsività.

I bambini che un tempo erano identificati come “bambini difficili”, secondo il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (Diagnostical and Statistical Manual) dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), sarebbero affetti quindi da questa forma di disturbo, sebbene nessuna ricerca fino ad oggi abbia in qualche modo identificato cause biologiche o neurologiche alla base di esso. La diagnosi attualmente si basa infatti su un questionario da sottoporre ai genitori, e su osservazioni comportamentali.

La questione è molto dibattuta all’interno non solo della comunità medica e scientifica, ma anche presso genitori e professori, coloro che sono a più stretto contatto con la vita e lo sviluppo dei bambini, soprattutto perchè da alcuni anni ai bambini affetti dal disturbo viene prescritto un farmaco, il Ritalin.

Tale farmaco, che nelle tabelle sugli stupefacenti di molti ministeri della salute dei paesi occidentali è in genere piazzato ai primi posti tra le sostanze più pericolose e che creano dipendenza, accanto cioè ad eroina e cocaina, è basato su una sostanza, il metilfenidato, che è un’anfetamina. Per questo motivo, in alcune nazioni, Italia compresa, l’uso di questo farmaco è proibito dalla legge.

Tale psicofarmaco consente ai bambini di concentrarsi maggiormente nello studio e di mantenere un livello di attenzione adeguato anche nelle relazioni sociali, risultando particolarmente efficace quindi nel migliorare le prestazioni (e d’altronde le anfetamine vengono usate per lo stesso motivo anche dagli sportivi).

Sono in molti però a chiedersi se sia opportuno somministrare a dei bambini in età di sviluppo (il Ritalin viene infatti prescritto dall’età di 4 anni, fino ai 10 anni) una sostanza psicotropa, un’anfetamina, considerando l’effetto che può avere l’assunzione di droghe per lungo tempo nei bambini, con il pericolo che essi diventino in qualche modo più avvezzi alle sostanze farmacologiche ed in futuro forti consumatori di sostanze stupefacenti nell’adolescenza ed in età adulta.

La polemica sull’ADHD è molto accesa, e sono in tanti, sia tra la comunità scientifica che nei comitati di parenti genitori ed insegnanti che ritengono che non vi sia in realtà nessun disturbo identificabile e che la sindrome da iperattività e mancanza di attenzione si basi essenzialmente su considerazioni che riguardano un aspetto comportamentale e non medico, come per esempio un tempo accadeva per l’omosessualità, che fino a 50 anni fa era diagnosticata come una vera e propria malattia psichiatrica.

Molti poi accusano la comunità psichiatrica di aver promosso ed identificato la sindrome essenzialmente per favorire l’ingresso sul mercato di un farmaco prima considerato una sostanza stupefacente.

Tra i sostenitori ci sono i genitori dei figli cui è stata diagnosticata la sindrome ADHD, che invece premono per avere accesso all’uso del farmaco, ed alcuni psichiatri che sostengono che il farmaco può essere un valido supporto per un intervento a favore dei bambini difficili, da utilizzare però non come unica terapia, ma accompagnando questa con interventi educativi mirati e sostegno psicologico al bambino ed al gruppo famigliare.

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