Vietare il fumo al volante?

di Luca Bruno Commenta

Vietare il fumo anche nelle automobili, per ridurre l'esposizione al fumo passivo per bambini e giovani.

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Vietare il fumo anche nelle automobili, per ridurre l’esposizione al fumo passivo per bambini e giovani. Questo il senso di una nuova raccomandazione del Royal College of Physicians britannico, che vorrebbe una nuova regolamentazione in merito da parte delle autorità inglesi. Un dibattito acceso, quello del fumo in automobile, che vede da una parte schierati i medici, preoccupati per la salute e dall’altra le organizzazioni degli automobilisti, e quelle per i diritti dei fumatori, che vedono nella proposta un’intromissione troppo spinta in un luogo, l’automobile, che è considerata come uno spazio privato, e non un luogo pubblico.
Per sostenere la loro tesi i medici sostengono che il fumo passivo è il responsabile di circa 300.000 visite mediche in più all’anno per bambini, a causa di per problemi respiratori e polmonari, tra questi asma e meningite batterica.

Se già in passato diversi organismi medici avevano evidenziato la necessità di vietare il fumo quando si viaggia con bambini in automobile, il Royal College si spinge più in là, raccomandando di estendere il divieto in generale a tutti i conducenti di automezzi, indipendentemente se ci siano o meno bambini a bordo.

La relazione dell’importante organismo istituzionale britannico vede la luce in occasione della revisione della legge che già da tre anni ha vietato il fumo nei locali pubblici in Inghilterra.

Basandosi su una serie di studi precedenti la relazione suggerisce che nel Regno Unito decine di migliaia di giovani si ammalano ogni anno a causa dell’esposizione al fumo di sigaretta.

Secondo i calcoli forniti nella relazione sono 20.000 infezioni polmonari, 22.000 nuovi casi di asma, 200 casi di meningite batterica e 40 casi di morte improvvisa del neonato (SIDS) che si possono direttamente imputare al fumo.

Numeri notevoli, che se presi insieme significano 300.000 visite mediche in più ogni anno ed un costo per le strutture mediche molto elevato.

Il rapporto avverte che le cifre suddette sono solo una proiezione di stima, ma sono comunque indicative del danno che il fumo passivo provoca nei giovani e nei bambini.

I medici sostengono che vietare il fumo tra le pareti domestiche sarebbe difficile a livello legislativo, mentre nelle automobili non sarebbe così complicato, pur restando questo uno spazio privato.

Introdurre un divieto generale al fumo nelle automobili, indipendentemente che vi siano giovani passeggeri a bordo, avrebbe come risultato secondario non solo quello di evitare ancora di più l’esposizione al fumo passivo, ma anche quello di evitare ai bambini la vista dei fumatori, considerando che quest’ultimo è un’importante fattore di prevenzione.

Le associazioni degli automobilisti ed i gruppi di pressione costituiti da fumatori criticano però le raccomandazioni dei medici, i primi sostenendo che l’automobile è da considerarsi uno spazio privato, in cui un’intromissione legislativa potrebbe essere troppo pesante, mentre i secondi sostengono che indicare nel fumo passivo la causa dei ricoveri e delle visite mediche nei bambini è troppo riduttivo, per esempio tenendo conto che se il numero dei fumatori rimane costante o è addirittura in calo, i casi di asma sono progressivamente in aumento.

E’ inaccettabile, sostengono, individuare nei fumatori gli unici responsabili dei ricoveri e dei casi di malattie respiratorie nei bambini.

Se si vuole ottenere dai fumatori attenzione e premura nei confronti di coloro che li circondano, soprattutto i bambini, ribadiscono, bisognerebbe lavorare più sull’educazione e sulla sensibilizzazione che su normative e divieti.

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