Su YouTube la nuova frontiera di spot pro tabacco?

di Luca Bruno Commenta

Essendo vietata la promozione del tabacco su TV ed altri media le industrie del tabacco stanno puntando su YouTube, denunciano ricercatori neozelandesi.

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La pubblicità di sigarette e tabacco è stata da qualche anno bandita sia dalla TV che dalle affissioni pubbliche, ed anche nel mondo del cinema sono sempre di meno le scene che ritraggono gli attori nell’atto di fumare. Sono campagne promosse un po’ in tutto l’occidente industrializzato per ridurre il consumo di tabacco, ritenuto uno dei più pericolosi per la salute pubblica. Ma la necessità per le industrie di tabacco di pubblicizzare i loro prodotti ha trovato, a quanto denuncia un recente studio, una nuova strada per raggiungere i consumatori, soprattutto i giovanissimi: YouTube.

La denuncia arriva dalla ricerca apparsa di recente sulla rivista Tobacco Control, realizzata da ricercatori neozelandesi che hanno osservato come 163 video tra quelli più popolari e rilevanti presenti su YouTube avessero evidenti riferimenti ad alcuni tra i marchi di sigarette più diffusi al mondo: Marlboro, L & M, Benson & Hedges, Winston e Mild Seven.

I ricercatori hanno evidenziato come nel 71% dei casi i video siano pro-tabacco, mentre solo nel 4% dei casi si tratta di video contro.

Nel restante dei casi il messaggio veicolato dal video può considerarsi neutro, o perchè contenente un misto di messaggi pro e contro l’uso del tabacco o perchè non chiari nella loro posizione in merito.

Tra il 71% dei video i ricercatori hanno riscontrato come vi sia l’illustrazione di persone che fumano un particolare marchio di sigarette, e nel 18% dei casi i video sono riproposizioni di vecchi spot commerciali apparsi nei decenni scorsi in TV.

Non solo, ma presenti su YouTube sono anche molti spot pro-tabacco che comprendono star della musica, del cinema e dello sport, un sistema di promozione molto utilizzato in passato dall’industria del tabacco per pubblicizzare i suoi prodotti.

La Philip Morris, come la British American Tobacco ed altri produttori di sigarette hanno negato con forza il loro coinvolgimento diretto in questa proliferazione di video sul fumo sul maggior sito di videosharing al mondo, e, anche secondo lo studio, non ci sono prove che essi ne siano responsabili in maniera diretta.

Ci sono tuttavia secondo i ricercatori alcune prove circostanziali che proverebbero un coinvolgimento diretto, come la professionalità con cui certi video sono realizzati ed alcune immagini e musiche per le quali sono proprio le industrie del tabacco a possedere il copyright.

Fonte LosAngelesTimes

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