Effetti e conseguenze dell’abuso di ecstasy

di Vito Verna Commenta

Gli effetti collaterali dovuti all'abuso di ecstasy sono molteplici e molto pericolosi per l'organismo umano.

Il vero problema dell’ecstasy, quello che induce molti giovani a non intuirne la latente pericolosità e la potenziale mortalità cui può condurre, è quello di non agire nel medesimo modo nel confronto di differenti consumatori.

Si creano così, purtroppo, delle situazioni molto particolari nelle quali la medesima quantità di sostanza, assunta da due persone differenti ma equipollenti sotto l’aspetto psicofisico, entrambe al proprio primo contatto con lo stupefacente in questione, uccida la prima senza causare alcun apparente effetto dannoso o collaterale alla seconda.

COS’È L’ECSTASY

Perché ciò avvenga, purtroppo, non è dato saperlo e, per quanti studi sull’argomento siano stati fatti, questa questione non è ancora stata completamente eviscerata.

Ciò che si intuisce da quanto detto, comunque, è di fondamentale importanza e, tra le altre cose, contribuisce a sottolineare il fatto che una singola minima assunzione possa provocare la morte del consumatore.

Altro motivo di preoccupazione, quanto meno sociale, nei confronti di questo fenomeno in costante evoluzione, è da ricercarsi nell’unica revisione sistematica dell’argomento, condotta dai ricercatori della prestigiosa Università di Harvard, i cui risultati lascerebbero intuire, al di la di ogni immaginabile sospetto, come l’ecstasy, sebbene assunto con continuità e costanza, non causi alcun tipo di danno cerebrale temporaneo o permanente, lasciando pressoché inalterate le capacità cognitive del consumatore abituale.

L’ECSTASY LASCIA INTATTE LE FACOLTÀ COGNITIVE

Agisce però, e con effetti devastanti, sull’intero organismo, causando una serie di complicazioni neurologiche, dal semplice nistagmo a ben più gravi manifestazioni miocloniche, convulsive ed epilettiche che, in combinazione con i sintomi sistemici, quali insufficienza renale acuta, ipertermia, disidratazione, aritmie e palpitazioni, possono condurre allo shock, al coma e, infine, alla morte.

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