Calcoli biliari: una moderata quantità d’alcool ne impedisce la formazione

di Luca Bruno 2

Bere una moderata quantità di alcol protegge contro lo sviluppo di calcoli biliari.

vino

Bere una moderata quantità di alcol protegge contro lo sviluppo di calcoli biliari, questi i risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori anglosassoni e presentato alla riunione annuale della Digestive Disease Week a Chicago.

La ricerca ha interessato un campione di 25.000 uomini e donne, ed i dati sono stati presi da un importante studio istituito per esaminare il legame tra dieta e cancro in uomini e donne compresi nella fascia di età che va dai 45 anni ai 74 anni di cui è stata presa in considerazione una fascia di persone di età media di 62 anni, per due terzi donne. In particolare è stata confrontata per un periodo di 10 anni l’assunzione di alcool con il rischio di sviluppare calcoli biliari.

Questi ultimi si formano nella cistifellea, la ghiandola situata al di sotto del fegato che si occupa di produrre la bile, e sono il risultato del deposito di sostanze contenute in essa che si separano, tra queste il colesterolo ed alcuni sali. In genere i calcoli biliari sono molto comuni, si stima infatti che si formino in una donna su tre ed in un uomo su sei, diventando ancora più comuni negli anziani, sebbene solo in tre casi su dieci essi portino poi complicazioni, che si esprimono con classici, fortissimi dolori, (le coliche), nausea, vomito, e in alcuni casi con la pigmentazione gialla di occhi e pelle, (ittero).

La formazione dei calcoli dipende da diversi fattori come la gravidanza, l’obesità, l’uso di alcuni farmaci oppure una rapida ed improvvisa perdita di peso.

Secondo i ricercatori un uso moderato di alcool, che si attesta intorno ai 250 ml di vino al giorno, un boccale di birra, oppure 50 ml di alcool forte, riduce di un terzo la formazione dei calcoli biliari.

Anche se non è ancora chiaro il meccanismo, la causa sembra essere dovuta al fatto che l’alcool ha degli effetti sul colesterolo, in particolare aiuta la formazione del cosiddetto “colesterolo buono”, che è riconosciuto come importante fattore di protezione contro le malattie cardiovascolari e che quindi potrebbe anche influire sulle caratteristiche del colesterolo presente nella bile.

Questi dati potrebbero essere di aiuto ai medici per stabilire eventuali terapie preventive cui sottoporre coloro che sono a rischio di sviluppare i calcoli biliari, fermo restando però che l’alcool provoca dipendenza, e che quindi la sua assunzione deve essere altamente moderata.

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