Sclerosi multipla e CCSVi : iniziato lo studio su 2.000 pazienti senza il dott. Zamboni

di Elena Botta Commenta

Il professor Zamboni ha abbandonato il comitato direttivo dello studio perchè in contrasto con il protocollo stabilito, ma lo studio continuerà

sclerosi

Abbiamo già parlato sovente dello studio del dottor Zamboni in cui sostiene che vi sia una stretta correlazione tra la sclerosi multipla e la CCSVI e dei diversi appelli che sono stati rivolti al ministro della salute Fazio affinchè desse il via alle sperimetazioni per la sua cura, ebbene L’AISM ha dato il via ad uo studio su duemila pazienti.



Il professor Zamboni ha abbandonato il comitato direttivo dello studio perchè in contrasto con il protocollo stabilito, ma lo studio continuerà guidato dal dott. Malferrari di Reggio Emilia, il prof. Stolz di Giessen, in Germania, e il dott. Massimo Del Sette, presidente della Sinsec, Società Italiana Neurosonologia ed Emodinamica cerebrale.
Le aspettative per i risultati positivi sono molto alte perchè si pensa che, rimuovendo l’occlusione delle vene che apportano il sangue e l’ossigeno al cervello, si possa andare incontro ad un miglioramento clinico.
Ricordiamo infatti, che, secondo lo studio effettuato dal dottor Zamboni, vi è un fortissimo legame tra la presenza di vene occluse che portano sangue verso il crervello e la sclerosi multipla.
Ha poi anche dimostrato che i pazienti operati di occlusione venosa hanno ripreso le facoltà che con la sclerosi gli era loro preclusa, da partire dal tatto, per finire alla completa mobiltià degli arti.
Ha così dimostrato che nel 55% dei pazienti affetti da sclerosi multipla le vene del cervello risultano essere ridotte.
Il dottor Del Sette ha così dichiarato:” l’AISM con la sua Fondazione FISM si sta facendo grande carico della problematica nel modo scientificamente corretto, per dare le risposte che aiutino veramente i pazienti nel fare le scelte giuste. Vogliamo metterli nelle condizioni di utilizzare tutto ciò che di nuovo c’è nell’eventuale approccio alla malattia, ma stando bene attenti a non correre rischi inutili e ad andare troppo rapidamente verso ingenue, superficiali soluzioni di problemi molto complessi. Anche se può essere impopolare, alle persone va detto di non avere fretta, di avere un po’ di pazienza: questo è lo studio più importante che possa essere fatto e i risultati contribuiranno a fare chiarezza su un argomento che, a fronte di grandi speranze, deve essere valutato con tutta la serietà che merita. Se si verificherà una effettiva associazione tra CCSVI e alcune forme di SM, si dovrà vedere se e come questa condizione di alterazione venosa possa essere modificata e se i benefici di un eventuale intervento siano superiori ai rischi che questo, come ogni intervento medico, comporta.”
Ora bisognerà aspettare i primi risultati.

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