Radioterapia ascellare per ridurre il rischio di linfedema del braccio

di Fabiana Commenta

Uno studio olandese suggerisce la radioterapia ascellare come metodo alternativo all’asportazione chirurgica dei linfonodi

radioterapiaLinfedema del braccio: è la conseguenza, quasi diretta, cui vanno incontro le donne che hanno subito una mastectomia con l’asportazione dei linfonodi. 

In pratica l’assenza dei linfonodi causa un accumulo di liquidi facendo gonfiare il braccio: il linfedema del braccio colpisce circa il 20% della donne e non si presenta come un semplice gonfiore al braccio visto che è anche molto dolorosa andando a peggiorare notevolmente la qualità di vita della paziente dopo l’intervento. 

L’asportazione chirurgica dei linfonodi che causa il linfedema viene effettuata dal chirurgo quando le cellule cancerose invadono anche il sistema linfatico: è detto linfonodo sentinella il primo linfonodo che riesce ad intercettare questo tipo di cellule e se ne viene contaminato diventa positivo.

A quel punto il chirurgo svuota tutto il cavo ascellare del linfonodi per evitare la diffusione delle cellule cancerose attraverso il sistema linfatico in tutto l’organismo. Lo svuotamento dei linfonodi dal cavo ascellare rappresenta la procedura standard eseguita dal chirurgo per la salute dei pazienti e non esente da numerosi effetti collaterali. 

Adesso però uno studio olandese suggerisce la radioterapia ascellare come metodo alternativo all’asportazione chirurgica dei linfonodi.

 

Lo studio olandese, condotto dai ricercatori del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam, è stato presentato a Chicago in occasione del 49th Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology: è stato condotto su oltre 1400 pazienti con cancro al seno in fase precoce e con il linfonodo sentinella positivo.

Metà delle pazienti sono state sottoposte allo svuotamento di tutti i linfonodi dell’ascella, l’altra metà delle pazienti è stata invece trattata con la radioterapia. 

I dati dello studio hanno dimostrato che cinque anni dopo, a parità di sopravvivenza, il rischio di linfedema è stato ridotto della metà nelle pazienti che sono state sottoposte a radioterapia.

 EFFETTI COLLATERALI RADIOTERAPIA

I ricercatori sostengono che l’asportazione chirurgica dei linfonodi ascellari in realtà non è l’unica strada per tutte le pazienti: dovrebbe essere indicata solo per le pazienti che presentano già metastasi nei linfonodi ascellari e che non rispondono più alle terapie alternative. 

Per alcune pazienti con linfonodo sentinella positivo il trattamento radioterapico ascellare va invece a presentare il rischio di linfedema ridotto della metà rispetto alla chirurgia. 

 

Foto Thinkstock

 

 

 

 

 

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